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Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ Se siete in cerca di una sportiva vera e non siete i tipi
che girano in canotta, ciabattoni da piscina e stuzzicadenti tra gli incisivi
la rosa delle candidate si stringe e tende ad avvicinarsi al Mare del Nord.
Attraversando la Manica sono sempre sbarcate nel "Resto d’Europa", come gli
inglesi chiamano il Continente, oggetti o terribilmente kitch (vi
ricordate la Lotus Europa, aggraziata come un Gelataio Simac?) o
terribilmente eleganti (il nome Jaguar vi dice nulla?). Alla seconda specie
appartiene di diritto anche la dinastia Aston Martin, che di colpi non ne
ha mai sbagliato uno. Nemmeno l’ultimo, competitivo nel prezzo e nelle
prestazioni alle solite, noiose, inflazionate, scontate, straviste sportive.
IL PELO NELL’UOVO Ovunque la si guardi la V8 Vantage è priva di difetti stilistici. A voler essere davvero pignoli si potrebbe obiettare che il family feeling è un po’ esasperato e si fa quasi fatica a distinguere un modello dall’altro, e che la fascia in tinta che sega in due le luci posteriori è sì un marchio di fabbrica dell’ultima generazione, ma non è un dettaglio che fa gridare alla meraviglia. Per il resto è perfetta. Perfettamente elegante. Perfettamente sportiva. FA UNA PIEGA La piega che parte dalla tipica branchia laterale Aston Martin e continua per tutta la fiancata fino al parafango posteriore è un vero capolavoro scultoreo, la si fissa per ore ed è sexy come le curve favorite del sesso preferito (bacino, polmoni, coscia, gluteo… a scelta). Ed è annegata in un vero capolavoro di proporzioni e di linee esenti da errori. Il frontale con la inconfondibile calandra a casetta deve tollerare l’indispensabile porta targa-paraurti massiccio come il paradenti di un pugile, ma la calandra è un altro pezzo che si vorrebbe mettere sulla libreria di casa. Ai lati della casetta ci sono fari carenati nel rispetto della tradizione che incorporano un tocco di modernità: una virgola come lo swoosh di Nike fatta di led, a indicare posizione e intenzioni di svolta. PELLE STRETCH Le proporzioni da GT sono rispettate nelle dimensioni compatte (438x176cm), con cofano lungo e coda corta, e anche la pianta a bottiglia di Coca-Cola non manca, con i parafanghi muscolosi e la coda larga, mediterranea più che British. Muscoli da ninja, tonici, atletici e non gonfiati da steroidi e palestre poco ventilate, una maglietta attillata sulle ruote grandi, taglia 235/45 ZR18 le anteriori e 275/40 ZR18 le posteriori (optional 235/40 ZR19 e 275/35 ZR19). Anche le luci di coda si fanno moderne, illuminate da 360 led che provvedono a indicare la presenza e l’intenzione a fermarsi. MANO LEGGERA Una pelle modellata e rifinita da sapienti artigiani e realizzata in lega leggera ad eccezione dei parafanghi anteriori, plasmati in materiale composito. Anche la struttura del telaio, VH ovvero Vertical Orizontal come la chiamano in Aston Martin, è tutta in lega leggera, comprese le sospensioni e gli ammortizzatori. Malgrado la dieta e la linea da modella, la V8 Vantage Roadster non è proprio anoressica, con la bilancia che segna 1710 chilogrammi. COPPOLA La versione Roadster della Vantage ha una bella capottina in tessuto, disponibile in colori eleganti e coordinati, bassa come una coppola e dal disegno ben proporzionato. Si apre in 18 secondi netti a velocità inferiori ai 50 km/h, scomparendo sotto due gobbe accennate e, questo è terribilmente ed elegantemente british, rivestite nella medesima pelle che allieta la permanenza all’interno dell’abitacolo. Noblesse oblige. RACCOLTA PUNTI All’interno, come reciterebbe una brochure stucchevole, modernità e tradizione si sposano e si giurano eterna fedeltà. Pelle di ottima qualità a rivestire integralmente l’abitacolo è cucita con punti da cicatrice di Frankestein per essere più moderna e stylish. Rimane esclusa la consolle centrale, una fascia color canna di fucile che si allunga sul tunnel fino al bracciolo e incorpora lo schermo del navigatore satellitare pronto a uscire a richiesta, il pulsante trasparente e illuminato di avviamento, pomelli e cornici in alluminio vero e un visore digitale OEL (Organic Electroluminescent) per governare stereo e climatizzatore. Anche la cornice degli strumenti è in alluminio e gli strumenti analogici a fondo nero mimetizzano due visori digitali anch’essi a fondo nero. Tutto, o quasi, fatto a mano siore e siori, mica plasticone stampate in serie. Anche se non fumate merita l’acquisto il pacchetto fumatori: il portacenere è in cristallo. Che chic… CUORE TEDESCO Le due grigliette nere che forano il cofano fanno respirare un V8 4.3 tutto in alluminio con fasatura variabile delle valvole di aspirazione, montato dietro l’asse anteriore e prodotto nella germanica Colonia, con lubrificazione a secco e in grado di assicurare alla V8 Vantage 380 cavalli e 410Nm di coppia massima a 5000 giri, di cui il 75% disponibile già a 1500 giri. Il cambio è manuale a sei marce ma si può richiedere l’opzione robotizzata Sportshift, con le palette sul piantone e i pulsanti di comando sulla consolle centrale. AUTONOMA Le prestazioni sono all’altezza della situazione, con 5 secondi netti per lo scatto 0-100km/h e 280 km/h di velocità massima. I consumi dipendono dall’uso e Aston Martin dichiara 4,5 km/litro in città, quasi 10 nel ciclo extraurbano e 6,4 km/litro nel ciclo combinato. Vabbè, che pensavate? Mica la vorrete diesel? E gli 80 litri di serbatoio assicurano comunque autonomia sufficiente a non stressarsi con pit stop troppo frequenti. Già che siamo in vena di note pratiche, la V8 Vantage Roadster ha anche un bagagliaio: 144 litri che sembrano anche di più, un pozzetto regolare e ben sfruttabile. TERRENA Pensando ad Aston Martin si è portati a pensare a oggetti
irraggiungibili ma con 124.300 euro la V8 Vantage Roadster rientra nella
fascia supersportive al pari di tante colleghe. Non sto dicendo che siano
spiccioli ma che costa più o meno quanto una decisamente più potente e
meglio dotata Bmw M6 cabrio (124.750 euro), 20.000 euro in più rispetto a
una meno potente Porsche Carrera S cabrio (104.000 euro), poco più di una
Mercedes SL 500 Sport (111.000 euro), 50.000 euro in meno rispetto a una
decisamente più potente ma altrettanto meno elegante Ferrari F430 Spider
(172.950 euro) e circa 80.000 euro in meno rispetto a una imperiale Bentley
Continental GTC (206.000 euro). Ma è decisamente meno scontata e più
elegante… Se volete il cambio Sportshift mettete in conto 4.500 euro, 590
per il frangivento, 280 per il sedile di guida regolabile in altezza e 2.525
per il navigatore satellitare.
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