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Le Nostre prove
Notizie correlate LA NOVITÀ Siete alla ricerca di un’auto davvero esclusiva (circa 50 mila esemplari venduti finora nel mondo, meno di due dozzine in Italia)? Che anticipi il futuro e sia addirittura in grado di mettersi in tasca la palma di veicolo meno inquinante sulla terra tra quelli oggi prodotti in serie? Bene. Il primo passo che dovete fare, allora, è quello di recarvi presso una concessionaria Toyota e chiedere della Prius. La Casa giapponese include già nei propri listini la berlina di domani. NORMALE SOLO FUORI Dietro a un aspetto che per alcuni è da brutto anatroccolo, per altri da tre volumi d’epoca, per altri ancora azzeccato perché non dà troppo nell’occhio, questa berlina nipponica racchiude un concentrato di tecnologia "pulita" da far spuntare un sorriso persino al più accanito ecologista. Sotto il cofano nasconde due motori, uno "quasi" tradizionale e l’altro elettrico. Ma fino a qui non sarebbe nemmeno così straordinario. La notizia sensazionale è che questi motori sono montati in parallelo tra loro e in grado di funzionare sia singolarmente sia, in determinate situazioni, contemporaneamente. La chicca aggiuntiva è poi quella che il motore a benzina talvolta diventa persino un generatore di carica per le batterie. Cosa volere di più? ALLA SECONDA GENERAZIONE Chi teme che la Prius sia un’auto sperimentale, un prototipo che si appresta a essere messo alla prova da qualche avventato acquirente, viene facilmente rassicurato dai quasi quattro anni di vita del modello. Tanto che in realtà l’auto che abbiamo provato è un’evoluzione della prima Prius presentata addirittura nel 1997. A cambiare in questi anni è stato soprattutto il comparto batterie che, proprio come quelle dei tanto cari telefonini, si sono rimpicciolite e alleggerite parecchio. Oggi questa rivoluzionaria berlina si fregia di essere la prima 4 porte ibrida al mondo capace di trasportare comodamente 5 persone, insieme a una dose adeguata di bagagli (il vano misura 392 litri, più di quello di una Ford Focus 5 porte). A mettere poi in pace il cuore degli automobilisti più apprensivi ci sono i tradizionali tre anni o 100 mila chilometri di garanzia. MA L’ABITO È DISCUTIBILE Occhi grandi, muso piatto che tradisce le origini asiatiche, un profilo da tre volumi tradizionale e una coda che, eccezion fatta per la scritta Hybrid (il vero tocco di esclusività) fa pensare alla 128 dello zio con tanto di spoiler montato sulla sommità. Va detto che se alla Toyota meritano certamente un plauso per aver costruito un tale gioiello (lo stesso ha però fatto la rivale Honda con una coupé meno sofisticata ma che sembra evasa dal set di Guerre Stellari); un appunto va fatto invece ai designer della Casa per le forme poco accattivanti di questa 4 porte. Certo, resta il fatto che in dimensioni abbastanza contenute (432x148x148 cm) la Prius accoglie comodamente una famiglia di 5 persone. Merito proprio del disegno "quadro" della carrozzeria, del passo lungo (255 cm) e della struttura "cab forward" ad abitacolo avanzato. UN CUORE QUASI TRADIZIONALE Quello che conta, tuttavia, è ciò che sta sotto il vestito della Prius. E cominciando a spogliarla del cofano si scoprono le sorprese. Il compatto 4 cilindri di 1,5 litri a benzina con variatore di fase VVT-i è già di per esso tutt’altro che convenzionale. Al posto del tradizionale ciclo Otto opta per quello Atkinsons: niente a che fare con saponette e profumi, sia chiaro, si tratta semplicemente di una variante del più tradizionale motore a benzina, da cui differisce nella fase di compressione (ridotta per migliorare il rendimento) e fornire dunque, in certe situazioni, anche la carica alle batterie. Eroga 72 cv (53 kW) e dispone di una coppia massima di 115 Nm a 4200 giri. Ma non è da solo. E UNO A CORRENTE Accanto al motore termico, montato in parallelo, ce n’è uno elettrico sincrono trifase collegato a un "inverter" che provvede a trasformare in alternata la corrente continua fornita dalle 38 batterie al nickel-idruro metallico racchiuse nel bagagliaio. La potenza erogata dal cuore elettrico è di 45 cv (33 kW) tra 1000 e 5600 giri, mentre la coppia è di ben 350 Nm tra 0 e 400 giri. Da qui, uno spunto sorpredente al semaforo. Il funzionamento dei motori è affidato a un cervello elettronico battezzato Toyota Hybrid System, che decide se, come e quando attivare (o spegnere) uno o entrambi i propulsori. IL MONITOR SVELA LA MAGIA Anche all’interno la 4 porte giapponese non differisce granché dalle più normali berline in circolazione. La plancia ricorda quella della Yaris con la strumentazione racchiusa al centro in un sottile display digitale a cifre azzurre. Nella consolle centrale è previsto uno schermo che insieme alle funzioni del computer di bordo e quelle del navigatore satellitare GPS visualizza, se richiesto, le informazioni sui flussi di energia del motore istante per istante. In partenza e in retromarcia, si noterà il funzionamento del solo motore elettrico. Durante la marcia a tutto gas apparirà che la spinta viene fornita da ambedue i propulsori. In decelerazione e frenata sarà invece facile scoprire che la rotazione delle ruote viene trasformata in energia utile per caricare le batterie. Così come si vedrà che a vettura ferma il motore termico si spegne, mentre quando lo stato di carica delle batterie è sotto la soglia della normalità lo stesso si assumerà l’incarico di trasformarsi in una fonte di energia utile per la ricarica. ATTACCATI AL CVT I due propulsori sono collegati a un moderno cambio automatico a variazione continua con comando a cinque posizioni. In aggiunta a quelle classiche (D,N,P,R) c’è la B, che crea una sorta di effetto freno motore per la guida in condizioni di forti discese. La selezione prescelta è indicata nel display al centro della plancia. SPIRITO ECOLOGISTA Per essere la prima auto ibrida al mondo, e pur non avendo un fisico da vita snella (sulla bilancia fa segnare 1250 kg) la Prius non impone sacrifici neppure alla voce prestazioni. I suoi numeri? Grazie ai due cuori la Prius raggiunge i 160 km/h di velocità massima e accelera da 0 a 100 all’ora in 13,4 secondi. Il bello arriva però al capitolo consumi. In media si percorrono ben 19,6 chilometri con un litro di benzina verde, che scendono a 16,9 nel ciclo urbano. Moltiplicati per i 50 litri di serbatoio garantiscono un autonomia media di 900 km. E poi, volete mettere il gusto di viaggiare sapendo di sprigionare nell’ambiente emissioni di anidride carbonica pressoché dimezzate rispetto al parco circolante mondiale? E fino al 70% in meno di inquinanti come Nox e idrocarburi incombusti (HC)? Una sua massiccia diffusione negli States basterebbe per contribuire a salvare l'accordo di Kyoto con uno schiaffo alla nuova politica di Bush. OK IL PREZZO È GIUSTO Vi è spuntato un sole che ride sul cuore e non sapete resistere al desiderio di racchiudere nel vostro box un esemplare di questa innovativa giapponesina? Ok, è bene che sappiate che per il momento la vendita è curata direttamente dalla filiale italiana della Casa; ma il primo passo per entrarne in possesso resta sempre quello di recarsi da un rivenditore autorizzato. Per il resto, l’allestimento della Prius è uno solo e già dotato di ogni ben di dio, compresi l’ABS con EBD, i cerchi in lega, il navigatore satellitare con tecnologia DVD e comandi "touch screen", il computer di bordo, il climatizzatore automatico e la vernice metallizzata. Il prezzo? 49 milioni di lire. Certo, non poco per una 4 porte di questa categoria. E più di una turbodiesel dalle analoghe prestazioni. Ma è l’esclusività, insieme allo spirito ecologista di quest’auto a ripagare abbondantemente della spesa. E non è da escludere nemmeno un futuro collezionistico per questa coraggiosa auto. AL VOLANTE Comoda, spaziosa, specie considerate le misure della carrozzeria, la Prius fa solo un po’ America Anni 50 all’interno per i sedili morbidoni e la leva del cambio che spunta lì a destra del volante. Ma non disdegna di far viaggiare comoda anche la famiglia al completo. E dato che si tratta della prima "ibrida" al mondo che si sottopone senza paure al giudizio del mercato, non è niente male. IN GARA CON L’EUROTRAM Esterno giorno, città, al semaforo con l’ultimo esemplare di tram europeo, Eurotram appunto, fermo al vostro fianco. Al verde, con il cambio in drive spingendo il gas con la stessa delicatezza che si adotterebbe con un uovo da non mandare in frantumi per alcun motivo sotto il pedale, si può arrivare a lambire i 40 all’ora senza fare entrare in funzione il motore a scoppio. Inquinando dunque esattamente quanto il bestione su rotaie al nostro fianco, che però è attaccato per i capelli alla corrente. In questa situazione, lo spirito agonistico si accende esattamente al pari dell’animo ecologista. Provare per credere. POCA SETE TANTO SPRINT All’occorrenza, la spinta combinata dei due motori assicura di muoversi con brillantezza su qualsiasi tipo di percorso, senza accusare alcuna penalizzazione in materia di prestazioni rispetto a una omologa concorrente di piccola cilindrata. Anzi, spingendo a fondo il pedale dell’acceleratore il brio non manca e si arriva a toccare dopo un buon lancio i 170 km/h. Anche a tutto gas i consumi di carburante si mantengono costantemente sopra la soglia dei 10 chilometri/litro. PESO WELTER SU SCARPE STRETTE Il fisico non proprio da gazzella, ma solo lievemente penalizzato dal concentrato tecnologico rispetto alle concorrenti tradizionali, e un assetto solo riadattato per le strade europee, ma nato per soddisfare le esigenze del pubblico yankee e di quello giapponese, mette in luce un comportamento piuttosto "morbidoso" adottando una condotta di guida spensierata nei percorsi fuori porta. Non è poi certo di aiuto per contrastare una certa tendenza ad allargare le curve con il muso la gommatura strettina e alta (175/65 14", del tipo a bassa resistenza al rotolamento per contribuire a contenere i consumi). Sia chiaro, non si tratta di niente di preoccupante, perché la Prius è saldamente ancorata a terra. Niente da evidenziare, invece, per quanto riguarda l’impianto frenante, sempre all’altezza della situazione. |
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