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Le Nostre prove
COM’E’ Quasi quattro metri e novanta di lunghezza e tutto ‘sto po’ po’ di carrozzeria per avere solo quattro posti? Ebbene sì… attenzione, però, perché non sono posti qualsiasi: questi sono posti letto! L’aria da pulmino dei muratori non deve ingannare. Il nuovo California tecnicamente è quello che si definisce un camper, anello di congiunzione tra i normali veicoli commerciali cabinati e gli autocaravan. Quelli cioè che dietro alla cabina e sopra al telaio da furgoncino portano una casetta viaggiante simil-roulotte. In stile lumaca, tanto per intenderci. IL PIATTO DELLA CASA Per la Volkswagen, quella del camper è una sorta di specialità della Casa. In modo più o meno convinto, sono circa quarant’anni che a Wolfsburg si cimentano con questi mezzi, simboli di libertà e icone di intere generazioni. Ora il California si appresta a scrivere una nuova pagina di questa storia. ALTERNATIVA DI LUSSO E’ vero che i tempi cambiano ma la formula mantiene sempre un grande fascino. Certo, il fatto di dover staccare un assegno da 40.000 e passa euro stroncherà sul nascere le velleità d’acquisto da parte dei più giovani. Per una vacanza randagia e per replicare le gesta dei figli dei fiori, passando per gli alternativi della compagnia, è meglio puntare su qualcosa di più economico... Tuttavia, anche se un po’ stemperato dai molti agi presenti, il clima a bordo rimane romantico e avventuroso. NON MANCA NULLA Dicevamo degli agi. A giustificare un esborso così rilevante c’è una dotazione di serie di tutto rispetto, quasi degna di un monolocale ammobiliato uso foresteria. Accedendo dal portellone laterale scorrevole ci si trova in un abitacolo spaziosissimo e luminoso, con sulla destra le due poltrone girevoli del guidatore e del passeggero e sulla sinistra il divano scorrevole biposto. ANGOLO COTTURA Subito di fronte c’è l’angolo cottura attrezzato con lavandino, cucina a gas, frigorifero da 42 litri, un tavolino da lavoro e una prima serie di stipetti per le provviste. Altri armadietti, che ospitano anche i serbatoi dell’acqua e la bombola del gas, si trovano invece sul lato sinistro del bagagliaio. CAMERA CON VISTA La zona notte è ricavata nel sottotetto. Il California dispone semplicemente di un praticissimo tetto rialzabile a comando elettrico sotto al quale si trova un letto lungo 2 metri e largo 1,20. E non si tratta certo di arredi da poco: la rete è a doghe, il materasso è in lattice e c’è anche la luce di lettura orientabile. OSPITI BENVENUTI Un po’ più spartana (ma neanche troppo) è la soluzione prevista per gli ospiti… al pian terreno. A loro è riservato infatti un ulteriore giaciglio, lungo sempre due metri e largo 1,14, che si ottiene ribaltando lo schienale del divano e unendo il tutto alla cappelliera. Ad assicurare loro la necessaria privacy provvedono apposite tendine che oscurano tutti i vetri. Per il resto merita due parole la soluzione geniale di sistemare due seggiole pieghevoli da campeggio nella parte inferiore del portellone, che fanno il paio con un tavolino pieghevole. A FINE STAGIONE Curiosamente la Volkswagen ha scelto di iniziare a distribuire in Italia il California solo verso la fine della stagione vacenziera. Le prime consegne sono in programma per il mese di settembre, con prezzi che partono, come già accennato, da circa 40.000 euro. UNA FAMIGLIA NUMEROSA La gamma si articola su due allestimenti (base e Comfortline) e tre motorizzazioni, tutte turbodiesel: 1.9 TDI da 105 CV e 2.5 R5 TDI in configurazione da 130 e 174 CV. Le due versioni del 2.5 possono essere abbinate a un cambio manuale a sei marce o a un automatico tiptronic sempre a sei rapporti. Per il millenove c’è invece solo una trasmissione manuale a cinque velocità. Per la fine dell’anno è inoltre previsto l’arrivo delle versioni integrali 4Motion. COME VA Sul California si sale a bordo, nel vero senso della parola. Il posto di guida è infatti molto rialzato e permette un’eccellente visibilità, come è consono a un mezzo destinato ai grandi orizzonti… Per chi è abituato alle auto "normali", un piccolo periodo di adattamento dunque va messo in preventivo. La distanza tra il pavimento e il piano di seduta è infatti rilevante e bisogna fare un po’ di abitudine all’"effetto seggiolone".
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