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Le Nostre prove
LUI & LEI La posizione delle parole non è casuale: il protagonista qui è "lui", non "lei". Il cambio è sin dai primi metri al centro della prova, ancor più della vettura su cui è montato, peraltro una Signora vettura come la coupé di Monaco. Ma che cosa ha poi di così speciale questo cambio? Dietro la sigla SMG c’è un manuale robotizzato a sei marce con due funzioni, Comfort e Sport, entrambe le quali possono essere impiegate indifferentemente in modalità sequenziale o automatica. Per comandarlo c’è la classica leva centrale ma in alternativa i rapporti possono essere selezionati anche tramite levette al volante in stile Formula 1.
IN PROCESSIONE All’avviamento l'SMG seleziona autonomamente la funzione Comfort sequenziale, che offre cambiate soffici ma con un certo tempo morto tra una marcia e l’altra. E le cose non migliorano se si opta per la funzione automatica, dando un colpetto verso destra alla leva. Questo programma va a meraviglia se si sta facendo da peace car alla processione del santo patrono e se ci si trova imbottigliati nel traffico ma nella guida disinvolta ci vorrebbe proprio qualcosa di più pronto.
ALLA FINE IMPARA All’inizio pare dunque impossibile trovare una perfetta sintonia con la SMG. Proprio quando lo sconforto sta prendendo piede, tutto si sistema invece come per incanto. La centralina ha infatti a disposizione svariate logiche di funzionamento e, dopo una doverosa fase di studio, riesce a pescare dal mazzo quella più adatta al pilota, interpretandone lo stile di guida.
SI LASCIA AMMAESTRARE Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, il programma più indovinato si dimostra quello Sport sequenziale. Continuando ad agire in modo misurato sui comandi e calibrando l’azione dell’acceleratore con i regimi di cambiata, il suo carattere un po’ scorbutico si fa via via più docile. Finché, alla fine, la BMW pare farsi una ragione del fatto che quella che sta percorrendo è la corsia dei box del condominio e non quella dell’Autodromo di Monza. DOPPIA PERSONALITA’ Una volta piegata alle proprie volontà, la 325 Ci regala soddisfazioni notevoli. Il suo progetto non è freschissimo, ma ciò non toglie che sia ancora ai vertici della categoria. La Ci resta uno tra i più riusciti compromessi tra sportività e comfort. Quest’ultimo è quasi all’altezza di quello offerto da una berlina e anche abitabilità e capacità di carico si dimostrano buone per una coupé.
UN UTILE APPOGGIO Oltre che spazioso, l’abitacolo si rivela puntualmente anche ben rifinito e funzionale. A caratterizzarlo sono sempre la plancia leggermente rivolta verso il guidatore e il tunnel centrale di grandi dimensioni, che se da un lato limita un po’ le possibilità di movimento, dall’altro offre un utile appoggio alla gamba destra nella guida più sportiva.
MANEGGIARE CON CURA Disinserendo il dispositivo, la coupé di Monaco diventa invece un giocattolo destinato a mani esperte. L’assetto piatto e la trazione posteriore permettono ai più smaliziati di divertirsi alla grande. Tuttavia con 192 CV da gestire è bene che ognuno faccia un sereno esame di coscienza prima di affondare il piede destro uscendo di curva in una marcia bassa. E ciò a prescindere dal fatto che questo sei cilindri sia tra le unità più fluide e docili tra quelle in circolazione di pari cilindrata.
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