|
Le Nostre prove COM’E’ Tra le SUV compatte la Freelander è sicuramente quella che ha sempre avuto più fascino. Foss’anche soltanto per il blasone che porta, quel tondo marchio Land Rover che ormai è ben stampato nell’immaginario collettivo. E poi per uno stile che miscela lo spirito avventuriero della Defender con quello salottiero della Range. Una bella paraculata, insomma, fatta per piacere a tutti. TEMPUS FUGIT Dopo sei anni dal primo lancio la Freelander non aveva certo bisogno di una blefaroplastica, sopportando bene il passare del tempo. Aveva bisogno soltanto di un cambio di guardaroba, per sembrare più benestante e più Land Rover, secondo i nuovi canoni estetici di famiglia. A tre o a cinque porte (o SW, come la chiamano in Land Rover).
PREMIUM Anche l’abitacolo è come quello di mamma Range, almeno nello stile, rude ma hi-tech. Uno stile un po’ squadrato, con la consolle centrale e il cruscotto che sembrano sostenuti da importanti piloni in fintalluminio. Un disegno pulito e piacevolmente moderno. Notevolmente migliorata è la qualità dei materiali utilizzati e della lavorazione, difetto della prima serie. Non manca qualche sbavatura, come le bave della plastica intorno ai due pratici portalattine/portabottiglie scavati nella plancia e qualche dettaglio ancora scricchiolante. Ma, salvo dettagli, ora la Freelander può guardare a testa alta le concorrenti. NEVE DEL DESERTO Più che per affrontare le piste africane, la Freelander viaggia più frequentemente su piste alpine innevate. La dotazione fuoristradistica di Freelander non cambia: trazione integrale permanente, giunto viscoso centrale, ETC ed HDC. ETC, il controllo elettronico di trazione, frena le ruote che slittano lasciando che la potenza sia inviata solo alle ruote che hanno grip e l’HDC, l’Hill Descent Control, provvede a tenere una velocità minima in discesa frenando automaticamente le singole ruote. Un surrogato delle marce ridotte. E, se il sangue non è acqua, una Land Rover non può non superare pendenze di 45 gradi, guadi di 40 centimetri e pendenze laterali di 30 gradi. MOTORI Nulla di nuovo sotto il cofano rispetto alla gamma del model year 2001, con due motori a benzina e uno a gasolio. A benzina, 1.800 quattro cilindri e 2.500 V6, da 117 a 177 cavalli, da 160Nm a 2750 giri a 240 a 4000 giri per 170 o 182 km/h rispettivamente. Più gettonato il diesel due litri Td4 di derivazione Bmw: 112 cavalli, 260Nm a 1750 giri per 164 km/h. SPORT E’ un nuovo allestimento, disponibile per la 3 e la 5 porte e per i motori Td4 e 2.5 V6. Più che un allestimento sportivo è un allestimento più stradale, con assetto ribassato di 30 millimetri e cerchi in lega da 18 pollici. Gli interni sono rivestiti in un nuovo materiale tecnico che la premiata ditta L&R chiama Black Mogul. LA GAMMA Carrozzeria a tre porte con hard o soft top o carrozzeria a 5 porte. Cinque allestimenti, S, E, SE, HSE (solo per la 5 porte) e Sport. Una famiglia articolata, con prezzi da 22.710 euro (3porte soft, 1.8) a 36.368 euro (SW V6). Per una Sw Td4 SE si spendono 30.820 euro. COME VA L’ambiente è decisamente più accogliente. Il nuovo abitacolo, nello stile e nella qualità, è abitabile con piacere. La posizione di guida è altissima, senza possibilità di regolare il sedile in altezza: non che sia scomoda, ma può diventare un problema per gli alti fuori standard. Tasti e pulsanti sono grandi, comodi da usare anche con mani vestite da guanti pesanti.
Commenti
|
|||||||||||||||