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Le Nostre prove Notizie correlate COM’È Classe e portamento non si inventano, diciamolo subito. Il gattone a quattro ruote, elegante e sinuoso, tra curve, proporzioni armoniche e un tot di cattiveria mai esasperato, ne è un chiaro esempio. Volutamente inalterato l’aspetto esteriore, qualche ritocco qua e là, quello sì: i gruppi ottici anteriori hanno ora cavità nere anziché cromate, la modanatura sopra la targa posteriore è in tinta con la carrozzeria, ci sono tre nuovi cerchi in lega, quattro nuovi colori (blu, verde e due differenti neri) e la possibilità di sbizzarrirsi negli abbinamenti degli interni. NOVITÀ E poi le due facce, la "8" e la "R", ovvero la versione aspirata e quella sovralimentata, disponibili poi nelle vesti di coupé o di convertible, con motori potenziati rispetto a quelli che sostituiscono, un nuovo cambio automatico a sei rapporti, che continua a snobbare altezzoso la modalità sequenziale – troppo poco charme – e tecnologia delle più avanzate. Con ordine. MOTORE AZIONE Parliamo subito del gioiellino sotto il cofano. Il V8 di 4.2 litri, timbrato AJ34, leggero e robusto, con sistema di fasatura variabile VCP e una discreta cavalleria: 298 cv (219 kW) a 6000 giri e 395 cv (291 kW) a 6100 giri rispettivamente per la XK8 e la XKR, con 411 Nm a 4100 e 541 Nm a 3500 di coppia massima. Monoblocco e testate in alluminio, quattro alberi a camme in testa comandati a catena, quattro valvole per cilindro, sistema elettronico di gestione. Tradotto: velocità massima autolimitata a 250 orari e accelerazione da zero a cento che va dai 6,6 secondi della "8" aperta ai 5,3 della "R" coupé. E consumi misti nell’orbita dei 12 litri per 100 km. QUALE MANUALE Primo cambio automatico "classico" con sei rapporti al mondo: ci tengono a sottolinearlo gli uomini del felino. L’ingranaggio, già utilizzato sulla S-Type R, non è una trasmissione a variazione continua, bensì altamente tradizionale, nel suo bel selettore "J Gate". C’è il controllo "Mechatronic" con il cambio marcia adattiva che tiene conto sia delle condizioni stradali sia dello stile di guida. E la griglia a J, con il lato destro (Park, Reverse, Neutral e Drive) per non pensare minimamente al cambio e quello sinistro per lo sfizio di – credere di – selezionare manualmente le marce, con il cervellone che, comunque, continua a vedere e provvedere. Due le modalità, azionabili dall’apposito comando sotto la griglia: Normal e Sport. AUSILII La monoscocca a due porte, rigida e leggera, è la base sulla quale è stato costruito il telaio. Le sospensioni: quella anteriore è indipendente con doppi bracci trasversali di lunghezza diversa, molle elicoidali e ammortizzatori telescopici, la posteriore ha uno schema a bracci trasversali con i semiassi che fungono da bracci superiori, studiata per evitare al retrotreno di sedersi in accelerazione. Freni Brembo, e si è detto tutto, con la chicca della versione "R-Performance" sulla supercharged. E tanta elettronica: controllo dinamico della stabilità (DSC), l’ausilio alla frenata di emergenza (EBA), il controllo attivo delle sospensioni Jaguar (CATS), oltre agli airbag con tecnologia attiva (A.R.T.S.). Fino al controllo della velocità di crociera attivo (ACC) con l’inedita funzione Forward Alert che emette una segnalazione acustica in caso di traffico in fase di rallentamento. Elettronica, neanche a dirlo, è la capotte sulla convertible: si apre e si chiude in venti secondi, fino a una velocità di 15 km/h. PREZZI: si va dai 76.050 Euro della XK8 4.2 V8 Coupé ai 97.920 della XKR 4.2 V8 Convertible.
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