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Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ Il nuovo stile BMW ha sicuramente un pregio: fa discutere. Dopo la Serie 7 è arrivato il momento di applicarlo anche alla piccola roadster, piena di pieghe taglienti ma decisamente più importante nell’aspetto rispetto alla Z3. Oltre al vestito, la roadster cambia anche nella meccanica, nella scocca e nelle sospensioni. LISCIA E TAGLIENTE Proporzioni a parte, con il cofano lungo, i posti arretrati e la coda corta, poco rimane dello stile della Z3. La Z4 è un insieme di piani levigati (il cofano in alluminio è piatto e liscio come un telefonino) uniti da spigoli affilati e allo stesso tempo sinuosi come quello che ripete sulla fiancata l’andamento muscoloso delle vecchie spider. Non si può certo dire che sia brutta, anzi. Ma la Z3 è decisamente più sanguigna. La Z4 sembra invece molto più importante, sembra anche più grande malgrado le dimensioni siano di poco superiori (409x178cm). IN APNEA L’ultima creatura di Chris Bangle respira soltanto dal grande doppio rene BMW che occupa tutto il frontale: spariscono infatti le branchie di ventilazione sulle fiancate, sostituite dalla Z di Zorro (o di Z4…) disegnata dall’incrocio di tre pieghe taglienti (al contrario sulla fiancata destra). Al posto delle branchie c’è il marchio bianco-celeste che nasconde la freccia laterale, un’aureola arancio dal grande effetto scenico notturno. BMW DI MARANELLO Alla Z4 manca il richiamo forte al marchio BMW. Doppio rene a parte la Z4 potrebbe indossare anche altri marchi senza sembrare transgenica. Le fiancate sono tormentate da tagli come una tela di Fontana. La coda, poi, riprende smaccatamente lo stile della Ferrari 575 Maranello, con le luci tonde e il bagagliaio a trapezio che incorpora uno spoiler. Personalità non le manca ma il richiamo a BMW non è così forte. TETTO A Z Finalmente, una roadster senza quel fastidioso accessorio che è il copricapote, dimenticato in genere in un angolo del box. La tela della Z4 si piega a Z (ma guarda un po’…) in poco spazio e la parte anteriore del tettuccio diventa un copricapote dietro i due rollbar. Chi non si accontenta dell’isolamento del tettuccio in tela e della visibilità del lunotto in cristallo potrà ordinare l’hardtop che incorpora uno spoilerino sopra il lunotto. INTERNO Anche lo stile degli interni fa discutere. È la parte che mi piace di più delle creature di Chris Bangle: minimalista, razionale, pulito, pratico. Da evitare la plancia con l’inserto in legno, di grande impatto invece in metallo spazzolato, che include tutti i servizi secondari, dalla climatizzazione allo stereo. Gli strumenti sono sistemati sotto due cupolette in stile Alfa Romeo raccolte sotto una palpebra. Anche all’interno la Z4 sembra più importante della Z3, nella qualità dei materiali e delle finiture, pur non offrendo tanto spazio in più. HI-FI Ben equipaggiata anche per timpani esigenti, con uno stereo base dotato di amplificatore a 10 canali con quattro woofer da 40 Watt davanti e dietro e sei midrange/acuti da 25 Watt integrati nelle portiere e dietro i sedili, la Z4 accontenta anche i fanatici del suono con il sistema Professional con tecnologia carter e amplificatore digitale con sound processor e 100 Watt per i subwoofer. I due subwoofer prendono il posto dei due pozzetti dietro i sedili, ma per riporre oggetti rimane il cassettone al centro, dietro i sedili, da circa 10 litri integrato con la chiusura centralizzata. RUNFLAT Di serie la Z4 monta pneumatici che in caso di foratura consentono di procedere a 80 km/h per 150 chilometri, evitando di fermarsi in situazioni pericolose a sostituire la gomma e disponibili anche con mescola invernale. Un sistema di controllo incrociato dei sensori di velocità sulle ruote avverte se una delle gomme non è alla pressione corretta. Per la gioia dei golfisti (intesi come sportivi), la Z4 riesce così a ospitare due sacche complete, con un bagagliaio da 260 litri in grado di accogliere anche 4 più prosaiche casse di acqua minerale. Se la capote è abbassata, si riduce lo spazio a 240 litri. DUE MOTORI Il lancio parte con due motori a sei cilindri e BMW annuncia che la Z4 non ospiterà mai sotto il lungo cofano propulsori a quattro cilindri e nemmeno una versione M. Staremo a vedere…Nel frattempo, 2,5 (192cv/141kW, 245Nm a 3.500 giri, 235 km/h, 0-100km/h in 7 secondi) e 3 litri (231cv/170kW, 300Nm a 3.500 giri, 250 km/h, 0-100km/h in 5,9 secondi) sono le due cilindrate proposte dei due collaudati sei cilindri con 4 valvole per cilindro, Bi-Vanos, regolazione automodulante della detonazione, bobine di accensione dedicate e emissioni Euro 4. Il 3.0 ha un apparato respiratorio completamente ridisegnato, per ottimizzare il riempimento dei cilindri e per intonare la voce su toni sportivi. Cambio a 5 marce per il 2.5 e a 6 marce per il 3.0. EPS-FDC-SMG-DSC-DTC E ora, la sigla… Sulla Z4 di sigle e acronimi ne esistono tanti. Dall’Electronic Power Steering, il servosterzo elettrico gestito da un software che si adatta alle situazioni e alle decisioni del pilota. Al Fahr Dynamic Control, l’opzionale programma sportivo che cambia la mappatura della centralina, la sensibilità e il peso del volante e le cambiate del cambio a 6 marce sequenziale SMG (opzionale anch’esso). Fino al Dynamic Stability Control abbinato al Dynamic Traction Control, disinseribili entrambi per consentire di giocare. Il DTC rimane disinserito fino a 70 km/h e/o a circa 0,4 g di accelerazione trasversale. SBOCCIA IN PRIMAVERA Arriva nei primi mesi del 2003 a prezzi anch’essi più importanti: intorno ai 40.000 Euro per la 2.5 e circa 45.000 Euro per la 3.0, capote automatica inclusa.
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