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Le Nostre prove
La Volvo torna sul mercato delle coupé alla grande, dopo l’infelice esperimento della 780 carrozzata Bertone. Lo fa con la C70, basata sul telaio della berlina S70 ma rivista nell’estetica, molto più intrigante. Quattro i motori disponibili, tutti sovralimentati, a cinque cilindri con 20 valvole. LA NOVITA' La C70 nasconde i suoi 472 centimetri di lunghezza con uno stile di grande fascino. Più originale e riuscita è la parte posteriore, alta, larga e possente, con un bel raccordo tra la coda corta e il montante posteriore molto inclinato. Meno originale ma riuscito è il frontale, legato al family feeling senza osare di più. Nello specchietto sembra la solita Volvo, e non fa pensare a un missile invitando a spostarsi a destra. Unico difetto in una linea quasi perfetta, è l’elevata altezza da terra con assetto e pneumatici standard, come per la 2.0 T provata, dotata di cerchi da 16" e pneumatici 225/50 che lasciano troppo spazio tra passaruota e gomma. Facile risolvere il problema attingendo a piene mani dalla lista degli optional, tra cui si trova il Telaio Sport ribassato (-2 cm) e l’accoppiata cerchi pneumatici 225/45-17 (-1 cm). Siete in vena di esagerare? Ci sono anche i 225/40-18, regolarmente omologati per la gioia degli appassionati. QUASI TUTTO DI SERIE Pur essendo il modello d’attacco, la 2.0 T non è certo povera e ha (quasi) tutto quanto sia lecito aspettarsi: ABS, climatizzatore automatico con filtro antipolline e regolazione della temperatura separata, airbag laterali e lato guida, sedili in pelle e tessuto, predisposizione radio con 10 altoparlanti, computer di bordo, controllo della trazione, oltre ad una serie di piccoli accessori che migliorano la vita a bordo. Stupisce su una Volvo la mancanza dell’airbag per il passeggero, che costa circa 800.000 lire. Le versioni top offrono in più i sedili riscaldabili e a regolazione elettrica e i cerchi da 17" sulla 2.3. La lista degli optional è lunga e nutrita: tra i più importanti, il sistema di navigazione satellitare, il cambio automatico, il cruise control e le già menzionate personalizzazioni telaistiche. STEREO SURROUND Nell’abitacolo si respira il classico profumo di pelle Volvo e l’atmosfera è quella del salotto buono: il pregiato materiale è ovunque ed è possibile scegliere tra una vastissima gamma di colori e abbinamenti. Nessuna novità per la plancia, mutuata direttamente dalla berlina, e caratterizzata da un inserto in radica (fortunatamente vera) nella zona centrale, dove sono inseriti i comandi del climatizzatore e dello stereo, optional. Nel catalogo degli accessori sono presenti diversi tipi di autoradio, anche con lettore CD e caricatore separato, dalle ottime caratteristiche sonore. Non mancano gli amplificatori e persino il sistema Dolby Surround: purtroppo, in questo caso, l’altoparlante centrale esclude automaticamente il montaggio del sistema di navigazione. Nella strumentazione si sente la mancanza di qualche indicatore supplementare, per tenere sotto controllo la pressione della turbina o dell’olio, ma l’abbondante numero di spie rimedia alla mancanza. I comandi secondari (fari, fendinebbia, lunotto termico) sono ben accessibili ai lati del volante, regolabile sia in altezza sia in profondità. Degno di una coupé il baule, con una capacità di 470 litri BASSA PRESSIONE Per quanto riguarda il propulsore, è il classico 5 cilindri Volvo da 1984 cc sovralimentato, che da un lustro equipaggia le svedesone classe 70 e che nel tempo si è evoluto fino a diventare quasi perfetto. Questa versione privilegia la coppia ai bassi regimi e la progressività della turbina, mantenuta appositamente a bassa pressione. Si ottiene così una curva di coppia piatta, costante e senza picchi, a vantaggio del comfort dei passeggeri e della facilità di guida. La 2.0 T è pensata proprio per chi non cerca di emozioni e spinte brutali ma una guida facile e che, all’occorrenza, non vuole farsi sverniciare al semaforo da una piccola GTI. Anche l’assetto è adeguato, con pneumatici ribassati ma non troppo, per una guida precisa ma allo stesso tempo senza scossoni. Rispetto alla berlina il Telaio Sport (una serie di adeguamenti alle sospensioni pensate per l’uso sportivo) è di serie, ma come ulteriore opzione è disponibile il Telaio Sport ribassato, che non ha nulla da invidiare a quello di una super sportiva. Due facce quindi: calma e tranquilla nel traffico, immersa nel rilassante suono dell’ottimo impianto audio; sportiva e corsaiola sulle stradine di montagna, assecondato dall’ottimo telaio e dalla spinta del motore. DIETRO CON PAZIENZA A bordo della C70 si sta comodi, e d’altronde non potrebbe essere diversamente: è una Volvo. I sedili anteriori sono rilassanti, trattengono il corpo al punto giusto e le regolazioni manuali consentono di adeguare la seduta al proprio stile di guida. Certo, i sedili elettrici con tre memorie sono tutta un’altra cosa: i risultati sono gli stessi, ma si raggiungono in pochi secondi. Tutti i principali comandi sono a portata di mano ed è fantastico: provate a pensare di essere in poltrona, ma con davanti un volante e la possibilità di guidare. Ottima anche la visibilità, con la coda che però disturba leggermente nelle manovre in retromarcia. Da prima serata anche i due posti posteriori (è omologata per quattro persone), due vere poltrone con tanto spazio a disposizione: peccato per il lento e macchinoso sistema elettrico che sposta in avanti i sedili anteriori, scomodo e a volte un po’ irritante.
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