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Notizie correlate IN PENSIONE Dopo quindici anni di servizio la NSX, la prima vera supercar marchiata Honda si appresta ad andare in pensione. Un comunicato diffuso dalla Casa lascia poco spazio ai sentimentalismi e fissa perentoriamente le scadenze: gli ultimi esemplari in configurazione per l’Europa verranno costruiti a settembre, mentre a dicembre chiuderà la catena di montaggio con le ultime vetture destinate a Giappone e Stati Uniti.
CON IL CONTAGOCCE A ben vedere, per il nostro mercato la notizia non è però di quelle clamorose: in Italia, la NSX manca ormai da diverso tempo, non essendo più importata dall’ottobre del 1998. Nel Bel Paese, d’altronde, la sportiva nipponica non ha mai mietuto grandi consensi. Lanciata nel 1991, fu venduta in quell’anno in 33 esemplari, che divennero poi 47 nel 1992, 23 nel 1993, 19 nel 1994 e 36 nel 1995. Da allora le vendite procedettero con il contagocce: 5 nel 1996, 2 nel 1997 e 4, appunto, nel 1998, anno in cui Honda Italia issò bandiera bianca, abbandonando la sfida a Porsche e Ferrari. AMATA DAGLI YANKEE Il perché del flop sul mercato del Bel Paese è presto detto: la NSX era venduta un prezzo poco competitivo, troppo vicino a quello delle rivali più blasonate, capaci ben più di lei di infiammare la passione e le chiacchiere da bar. All’estero, invece, la vita della NSX è stata meno avara di soddisfazioni. In tre lustri ne sono state vendute all’incirca 18.000, la metà delle quali immatricolate sul mercato americano, con il marchio Acura (vedi foto nella gallery). FU UNA PIONIERA D’altronde a questa Honda le buone qualità non mancavano affatto, a partire da una raffinata struttura monoscocca in alluminio, primo telaio del genere ad arrivare alla grande produzione in serie. Lungi dall’essere un semplice sfoggio di tecnologia, dava alla NSX una notevole leggerezza e una guidabilità non comune, complici uno sterzo che regalava un ottimo feeling e una distribuzione dei pesi indovinata, con il motore in posizione centrale. RICORDI IN GIALLO Io stesso ebbi la fortuna di guidarne una gialla una dozzina d’anni fa e ricordo che rimasi impressionato dalla facilità con cui si lasciava condurre a qualsiasi andatura. Nel traffico congestionato era docile come un’utilitaria, pronta però a cambiare pelle e vestire i panni della sportiva doc, dotata di un limite elevatissimo e comunque ben gestibile anche da mani non espertissime. Il suo limite principale era invece rappresentato da una visibilità posteriore davvero infame. AVRA’ UN’EREDE La fine della NSX non segna comunque l’uscita definitiva della Casa dal settore delle supercar. I tecnici nipponici stanno infatti lavorando da tempo a una nuova coupé sportiva destinata a incarnare lo stato dell’arte della tecnologia Honda. Una prima idea di quale sia la strada imboccata dal progetto è stata data al Salone di Tokio del 2003 dalla concept HSC. Ora non resta che attendere sviluppi. LA STORIA DELLA NSX Commenti
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