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Crash-test:   Primi voti Euro NCAP dopo la riforma

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Come cambiano i giudizi Euro NCAP dopo l'introduzione del voto unico. Nonostante le regola più severe però tanti modelli hanno comunque ottenuto il massimo dei voti. Con qualche clamorosa sorpresa.

Lunedí, 23 Febbraio 2009

Luca Cereda

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SI CAMBIA Se la scuola elementare propone il maestro unico, l’ ”accademia” Euro NCAP risponde con il voto unico. Una riforma semplificatrice per cercare di far

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chiarezza sui diversi livelli di protezione offerti dalle auto testate. Da tre si passa a quattro voci di valutazione. Nella prima prova, oltre al crash-test frontale, laterale e al pole test, ne è stato introdotto un altro che misura i rischi del colpo di frusta in caso di tamponamento. La vera novità è però la quarta voce: riguarda la presenza e il funzionamento delle tecnologie di sicurezza elettroniche (ESP, ESC, limitatore della velocità ecc.). E il voto finale, espresso in un' unica striscia di stelle, premia proprio i modelli che hanno questi dispositivi di serie.

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ASSIST VINCENTE Brillano dunque l’IQ e la nuove Avensis, la Mazda6 e la Mitsubishi Lancer, tutte meritevoli dei 5 fregi. Le loro percentuali – nuovo criterio per esprimere il punteggio relativo nelle singole categorie di test – sono positive anche alla voce safety assist. Proprio quest’ultima, invece, lascia a sole 4 stelle la Citroen C3 Picasso e la nuova Subaru Impreza, fondamentalmente perché alcuni dispositivi elettronici non sono presenti sulla
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maggior parte delle versioni.

IL DUBBIO Illustrate le new entry, sorge però un dubbio: tutto questo basterà a cancellare le perplessità sui punteggi finali? Il vecchio sistema è stato criticato e poi archiviato perché, nell'ultimo anno, ha promosso con 4 o 5 stelle nella protezione dei passeggeri adulti,  il 97% delle auto testate; tante, forse troppe. Anno nuovo, quindi, e pagella nuova. Si riparte con sei modelli su sei meritevoli del massimo dei voti, o quasi. Tutti bravi davvero? In attesa dei prossimi risultati, ci teniamo il dubbio e sospendiamo il giudizio.


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TOYOTA iQ - 5 stelle

Nei microspazi della city car jap è racchiusa una sicurezza da grandi numeri, parola degli ingegneri Euro NCAP. Il loro report finale premia soprattutto la resistenza dell’iQ nell’impatto frontale e laterale (91%) e la sua dotazione elettronica di serie (ESP e “seatbelt remainder” anteriori e posteriori). Discreti risultati anche nella protezione dei bambini (71%) e nella tutela del pedone (54%), le cui gambe non sono troppo bistrattate dal paraurti. In caso di tamponamento, però, la iQ dimostra di non contrastare efficacemente il rischio colpo di frusta.


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TOYOTA AVENSIS - 5 stelle

Dopo la bella pagella dell’iQ, salta un altro tappo champagne in Casa Toyota. L’Avensis non è stata da meno e si è guadagnata 5 stelle con eccellenti punteggi. Guidatore e passeggero godono di ottima protezione nei crash frontali, laterali e contro il palo (90%). Sono bassi anche i rischi di colpo di frusta a seguito di un impatto da dietro. L’ESP (controllo di stabilità elettronico) è un optional incluso in tutte le versioni commercializzate in Europa e si prevede che la maggior parte delle concessionarie lo vendano di serie: così si spiega una valutazione alta anche nella quarta voce. Il dummy sul seggiolone, poi, se l’è cavata con pochi graffi dopo il botto, e dunque anche la protezione dei bambini è garantita. Al pedone, ahi lui, è andata decisamente peggio, nonostante i materiali di cofano e paraurti sembrino attutire discretamente (53%) l’impatto con le gambe e la testa dell’investito.


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CITROEN C3 PICASSO
- 4 stelle

L’ESC non è di serie su tutte le versioni della C3 Picasso, ma è disponibile come optional. Tuttavia, per l’Euro NCAP non è condizione sufficiente a garantire alla francesina una buona valutazione nel “safety assist”. Ecco perché il palmares della C3 Picasso si limita a 4 stelle, lasciando sorpresa buona parte del pubblico. Ma c'è un altro neo nel suo score, riguarda il basso livello di prevenzione del colpo di frusta dopo un tamponamento. Ciò nonostante, la protezione di chi guida e chi gli sta a fianco è comunque buona (81%) e lo stesso si può dire della tutela dei bambini (76%). Il pedone rischia grosso solo nell’impatto con il cofano; il paraurti, invece, ha dimostrato di attutire bene il colpo.


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SUBARU IMPREZA - 4 stelle

Dando un’occhiata alle percentuali ottenute nei test, anche l’Impreza sembra essere stata penalizzata dalla fatidica quarta voce. In ossequio a questi nuovi standard di valutazione, Subaru ha reso disponibile un maggior numero di vetture con il controllo di stabilità di serie, ma in stock ci sono ancora diversi “pezzi” senza.  Per il resto, nell’impatto laterale si registra una scarsa protezione del torace nonostante un livello complessivamente buono di tutela degli occupanti anteriori (84%). Buono è anche il livello di sicurezza offerta ai bambini sul seggiolino posteriore (73%), mentre, per quanto riguarda tutela del pedone, l’Impreza ha offerto la miglior performance in questa sessione.


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MAZDA6
- 5 stelle

Ha ottenuto il massimo riconoscimento possibile nonostante, fatto un paragone con le altre, il suo punteggio relativo alla protezione degli occupanti adulti (77%) sia il più basso del sestetto. Ciò ad ulteriore conferma del fatto che, stando ai nuovi parametri dell’Euro NCAP, per ottenere 5 stelle gioca un ruolo determinante la dotazione elettronica. La Mazdona ha l’ESP di serie, così come il segnale sonoro di allacciamento delle cinture: tanto basta a tenere alta la valutazione del “safety assist”. La tutela dei bambini è ok, col pedone si rivela invece meno premurosa (49%).


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MITSUBISHI LANCER - 5 stelle

Alla fine dei test, gli ingegneri estraggono dalla Lancer dei dummy tutto sommato ben conservati. Il discorso vale sia per quelli adulti, sia per quello piccolo accomodato sul seggiolone, segno che i livelli di sicurezza raggiunti sono soddisfacenti in entrambe i casi (81% e 80%). L’ESP non è di serie su tutti gli allestimenti, ma lo è il segnale sonoro che ricorda di allacciare le cinture, quindi anche la quarta voce è ok nel punteggio e la quinta stella praticamente in tasca. Chiudendo un occhio sui soliti modi “ruvidi” nei confronti del povero pedone investito.


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