1. Chi deve stare davanti
Dovete salire nella macchina a tre porte di un amico che sta al volante con una persona anziana e un giocatore di basket alto un metro e novantanove. Come vi comportate?
a) Aprite la portiera per primo, segregate spilungone e vecchia nei sedili posteriori e troneggiate davanti al parabrezza
b) Vi intrufolate con deferenza dietro e lasciate che il cestista e la vegliarda si accoppino per il posto d’onore
c) Obbligate la povera vecchietta indietro con voi, al gigante spetta il posto davanti
d) Obbligate il vatusso a una posizione yoga nei sedili posteriori e vi battete perché la vecchietta sieda alla destra del conducente
R. Quando bisogna attribuire il posto nell’abitacolo, non è infrequente trovarsi a decidere all’improvviso chi siede alla destra del conducente e chi è destinato alla segregazione dei sedili posteriori. Aperta la portiera nascono momenti di grave imbarazzo: "ti spiace se sto io davanti?" oppure "vuoi stare tu, che hai le gambe lunghe?" sono le frasi più comuni. E alla fine il più infantile del gruppo, quello che non ha osato rifiutare la proposta, s’insedia davanti, contento come un bambino che si siede per la prima volta al volante, al posto del papa’.
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In generale le persone più anziane, normalmente meno agili, avrebbero diritto di guadagnare il posto del passeggero, soprattutto nelle macchine a due o a tre porte. Ma la regola soffre di ovvie eccezioni: piedi ingessati, completi eleganti che costringono chi li indossa a movimenti da pinguino, vestiti di pizzo svolazzanti degni di Cenerentola al ballo del principe reclamano un sedile meno costretto e quindi danno diritto al posto anteriore.
Comunque, soprattutto se non si conoscono le preferenze degli ospiti, è sempre buona regola chiedere agli altri passeggeri se preferiscano la poltrona "d’onore", piuttosto che impossessarsene con destrezza: sarebbe visto come un gesto di inequivocabile maleducazione. La risposta esatta è la "b".