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Vivere con l'auto

Partenze intelligenti:
occhio agli ammortizzatori

Il conto alla rovescia per l’esodo estivo è ormai quasi terminato. Un appuntamento cui è bene arrivare con l’auto in perfetto ordine. A partire dai componenti che più spesso vengono trascurati: gli ammortizzatori.

Martedí, 27 Luglio 2004

Marco Zamponi

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TUTTI INSIEME, APPASSIONATAMENTE
Ormai ci siamo. Il prossimo weekend sarà quello del megaesodo estivo. Quello che vedrà le strade e le autostrade riempiersi di auto stracariche di famiglie di vacanzieri pronti a raggiungere le mete più disparate. E’ anche il fine settimana in cui tutti le logiche delle partenze intelligenti vanno a farsi benedire.

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NULLA DI CASUALE
Se in certe situazioni un po’ di fatalismo non guasta e aiuta anzi a sdrammatizzare, esistono tuttavia ambiti nei quali è invece imperativo non lasciare nulla al caso. Il riferimento è chiaramente al controllo delle condizioni della fida vettura, chiamata nell’occasione a fare gli straordinari. Sostenere un lungo viaggio, magari con temperature proibitive e con a bordo un carico notevole, è infatti ben diverso dal fare il semplice tragitto quotidiano casa ufficio. Sarebbe dunque bene verificare ogni dettaglio, per scongiurare il rischio che qualcosa non funzioni a dovere e finisca per rovinare la vacanza.

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GRAVI AMNESIE
Tra i componenti più spesso e più colpevolmente trascurati ci sono le sospensioni. Non si vedono e forse per questo sono dimenticate dalla maggior parte degli automobilisti, che si ricorda di loro solo alla prima strada di montagna o dopo due curvoni della Cisa… Eppure le sospensioni sono fondamentali per una guida piacevole e soprattutto per garantire la sicurezza della vettura e dei suoi occupanti. La loro posizione è a dir poco strategica: sono situate tra il telaio e le ruote e consentono a queste di muoversi in funzione della morfologia della strada, copiando le asperità e le buche. Inoltre controllano e limitano i movimenti della scocca rispetto alle ruote.

NON SONO ETERNI Perché le sospensioni svolgano bene il loro lavoro è indispensabile che gli ammortizzatori siano in buono stato. La cosa è tutt’altro che scontata, visto che le loro prestazioni diminuiscono man mano, con il normale uso. Mentre le molle possono definirsi quasi "eterne", gli ammortizzatori, che contengono al loro interno del gas e/o dell’olio, hanno una durata più o meno limitata, approssimativamente legata al numero dei chilometri percorsi.

IL MALE MINORE Cerchiamo di capire cosa può succedere se questo non viene svolto a dovere. Gli ammortizzatori agiscono in sinergia con le molle, smorzandone le oscillazioni: senza di loro, presa una prima buca, la vettura continuerebbe a rimbalzare. E quando invece gli ammortizzatori sono semplicemente un po’ scarichi? Innanzitutto (ma questa è forse la conseguenza minore) peggiora il comfort, perché la vettura in curva, in frenata e sullo sconnesso oscilla di più, trasmettendo queste oscillazioni ai passeggeri.

ALZA LA CODA In seconda battuta, gli spazi di frenata si allungano, perché la vettura si corica sugli ammortizzatori anteriori, scaricando il retrotreno e facendo così bloccare prima del dovuto le ruote posteriori. Ciò può essere realmente dannoso, anche in vetture dotate di Abs, perché il sistema antibloccaggio continua a "leggere" il bloccaggio delle ruote posteriori e a diminuire la potenza frenante su di esse.

PIOVE SUL BAGNATO Pure la tenuta di strada peggiora, con l’assetto che stenta ad assorbire le sollecitazioni e con il maggior rollio che mette alla frusta i pneumatici in curva. Il coricamento laterale penalizza anche la precisione di guida e la stabilità, perché lascia più spazio ai trasferimenti di carico in curva. Cresce infine anche il rischio di aquaplaning (il "galleggiamento" dei pneumatici sopra un velo d’acqua), proprio perché il pneumatico è più portato a "rimbalzare" sulle pozze e meno "incisivo" nel suo percorso.

DICA TRENTATRE’ Come verificare allora lo stato di efficienza degli ammortizzatori? Per capire in extremis se è il caso di sostituirli il metodo empirico è sicuramente quello più veloce, anche se è il meno efficace. Bisogna provare a spingere verso il basso la carrozzeria, agendo con forza sul cofano o sul baule. L’escursione non deve essere eccessiva e le oscillazioni devono smorzarsi subito. Inoltre il comportamento ai quattro angoli deve essere il più uniforme possibile.

NIENTE ALCHIMIE Un approccio più scientifico porta a rivolgersi a un gommista dotato di banco prova: si posiziona la vettura su supporti che, tramite una mirata serie di vibrazioni, testano l’efficacia degli ammortizzatori, fornendo un grafico con le percentuali di buon funzionamento. Quando fare questo controllo? Sicuramente non prima dei 30.000 km, visto che un buon ammortizzatore ha una durata maggiore.

COME UNA VOLTA Una volta appurato che i propri ammortizzatori sono da cambiare (tutti, mai sostituirne solo una coppia, perché ciò potrebbe pregiudicare l’uniformità del comportamento stradale della vettura), ci sono diverse soluzioni possibili. La prima, e quella più ovvia, è quella di montare una serie di quattro ammortizzatori originali, dal concessionario ufficiale. La spesa è di un certo livello, ma si ha la certezza che la vettura ritorni esattamente come appena acquistata.

OPERAZIONE SALVADANAIO In alternativa ci si può rivolgere al mercato del ricambio non originale, risparmiando cifre considerevoli ma finendo così in un limbo nel quale ottimi prodotti si mischiano spesso con altri molto meno validi. A essere fortunati è tuttavia addirittura possibile trovare gli stessi ammortizzatori adottati come primo equipaggiamento, venduti però a costo inferiore con il marchio del produttore originale.

DALLO SPECIALISTA I più esigenti, possono invece approfittare dell’occasione per cercare di migliorare l’assetto della propria vettura, rivolgendosi così a negozi o meccanici specializzati in assetti. Qui il mercato si fa sconfinato e si trova davvero di tutto, dagli ammortizzatori più rigidi alle molle più corte dedicate a chi vuole abbassare la vettura. Attenzione però a quel che si compra e a non esagerare, ritrovandosi con un assetto troppo rigido, utilizzabile solo in pista e scomodissimo nella marcia normale. Meglio affidarsi a centri specializzati e spiegar bene le proprie esigenze. Certo, questa preziosa consulenza va pagata, ma almeno si è sicuri di aver fatto la scelta giusta.

STREGONERIA Un’ultima variante "esoterica" sono gli ammortizzatori regolabili. In questo caso esiste un piccolo pomello, posto in posizione più o meno accessibile, che consente di aumentare o diminuire la "durezza" dell’ammortizzatore stesso, oltre a una ghiera filettata che consente di alzare o abbassare la vettura, anche di parecchi centimetri. È quasi superfluo puntualizzare che questo genere di prodotto è destinato a chi fa un uso sportivo della propria vettura e si reca spesso in pista, certo non a chi viaggia verso il mare con prole e parentado al seguito..


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Commenti

  1. 16-11-2007 02:40  fiat Tipo???? - Antonio
  2. 31-08-2004 14:56  Ciao, a proposito di ammortizzatori, ... - pamela
  3. 29-07-2004 19:30  la durata degli ammortizzatori ... - luciano
  4. 29-07-2004 15:33  Son d'accordo sia per quanto riguarda ... - luciano
  5. 29-07-2004 13:16  Come spesso mi capita, ritorno ... - BANCARIO COLLAUDATORE
  6. 29-07-2004 11:02  Direi meglio!! OCCHIO AL PIEDE ... - Sacripante
  7. 28-07-2004 16:46  Il problema non sono solo gli ... - luciano
  8. 28-07-2004 14:47  Ho una Fiat Brava del '97 con ... - lorenzo
  9. 28-07-2004 13:46  Ve lo dice un buon meccanico....la ... - manuel
  10. 28-07-2004 12:17  Tutto a posto! Simca 1000 del ... - effe
  11. 28-07-2004 08:54  è tutto vero e giusto il discorso ... - massimo
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