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Vivere con l'auto
NON SONO ETERNI Perché le sospensioni svolgano bene il loro lavoro è indispensabile che gli ammortizzatori siano in buono stato. La cosa è tutt’altro che scontata, visto che le loro prestazioni diminuiscono man mano, con il normale uso. Mentre le molle possono definirsi quasi "eterne", gli ammortizzatori, che contengono al loro interno del gas e/o dell’olio, hanno una durata più o meno limitata, approssimativamente legata al numero dei chilometri percorsi. IL MALE MINORE Cerchiamo di capire cosa può succedere se questo non viene svolto a dovere. Gli ammortizzatori agiscono in sinergia con le molle, smorzandone le oscillazioni: senza di loro, presa una prima buca, la vettura continuerebbe a rimbalzare. E quando invece gli ammortizzatori sono semplicemente un po’ scarichi? Innanzitutto (ma questa è forse la conseguenza minore) peggiora il comfort, perché la vettura in curva, in frenata e sullo sconnesso oscilla di più, trasmettendo queste oscillazioni ai passeggeri. ALZA LA CODA In seconda battuta, gli spazi di frenata si allungano, perché la vettura si corica sugli ammortizzatori anteriori, scaricando il retrotreno e facendo così bloccare prima del dovuto le ruote posteriori. Ciò può essere realmente dannoso, anche in vetture dotate di Abs, perché il sistema antibloccaggio continua a "leggere" il bloccaggio delle ruote posteriori e a diminuire la potenza frenante su di esse. PIOVE SUL BAGNATO Pure la tenuta di strada peggiora, con l’assetto che stenta ad assorbire le sollecitazioni e con il maggior rollio che mette alla frusta i pneumatici in curva. Il coricamento laterale penalizza anche la precisione di guida e la stabilità, perché lascia più spazio ai trasferimenti di carico in curva. Cresce infine anche il rischio di aquaplaning (il "galleggiamento" dei pneumatici sopra un velo d’acqua), proprio perché il pneumatico è più portato a "rimbalzare" sulle pozze e meno "incisivo" nel suo percorso. DICA TRENTATRE’ Come verificare allora lo stato di efficienza degli ammortizzatori? Per capire in extremis se è il caso di sostituirli il metodo empirico è sicuramente quello più veloce, anche se è il meno efficace. Bisogna provare a spingere verso il basso la carrozzeria, agendo con forza sul cofano o sul baule. L’escursione non deve essere eccessiva e le oscillazioni devono smorzarsi subito. Inoltre il comportamento ai quattro angoli deve essere il più uniforme possibile. NIENTE ALCHIMIE Un approccio più scientifico porta a rivolgersi a un gommista dotato di banco prova: si posiziona la vettura su supporti che, tramite una mirata serie di vibrazioni, testano l’efficacia degli ammortizzatori, fornendo un grafico con le percentuali di buon funzionamento. Quando fare questo controllo? Sicuramente non prima dei 30.000 km, visto che un buon ammortizzatore ha una durata maggiore. COME UNA VOLTA Una volta appurato che i propri ammortizzatori sono da cambiare (tutti, mai sostituirne solo una coppia, perché ciò potrebbe pregiudicare l’uniformità del comportamento stradale della vettura), ci sono diverse soluzioni possibili. La prima, e quella più ovvia, è quella di montare una serie di quattro ammortizzatori originali, dal concessionario ufficiale. La spesa è di un certo livello, ma si ha la certezza che la vettura ritorni esattamente come appena acquistata. OPERAZIONE SALVADANAIO In alternativa ci si può rivolgere al mercato del ricambio non originale, risparmiando cifre considerevoli ma finendo così in un limbo nel quale ottimi prodotti si mischiano spesso con altri molto meno validi. A essere fortunati è tuttavia addirittura possibile trovare gli stessi ammortizzatori adottati come primo equipaggiamento, venduti però a costo inferiore con il marchio del produttore originale. DALLO SPECIALISTA I più esigenti, possono invece approfittare dell’occasione per cercare di migliorare l’assetto della propria vettura, rivolgendosi così a negozi o meccanici specializzati in assetti. Qui il mercato si fa sconfinato e si trova davvero di tutto, dagli ammortizzatori più rigidi alle molle più corte dedicate a chi vuole abbassare la vettura. Attenzione però a quel che si compra e a non esagerare, ritrovandosi con un assetto troppo rigido, utilizzabile solo in pista e scomodissimo nella marcia normale. Meglio affidarsi a centri specializzati e spiegar bene le proprie esigenze. Certo, questa preziosa consulenza va pagata, ma almeno si è sicuri di aver fatto la scelta giusta. STREGONERIA Un’ultima variante "esoterica" sono gli ammortizzatori regolabili. In questo caso esiste un piccolo pomello, posto in posizione più o meno accessibile, che consente di aumentare o diminuire la "durezza" dell’ammortizzatore stesso, oltre a una ghiera filettata che consente di alzare o abbassare la vettura, anche di parecchi centimetri. È quasi superfluo puntualizzare che questo genere di prodotto è destinato a chi fa un uso sportivo della propria vettura e si reca spesso in pista, certo non a chi viaggia verso il mare con prole e parentado al seguito.. Commenti
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