L’Olimpo dei motori romba sul tappeto rosso per vincere l’Oscar. Trionfa per la seconda volta il twinturbo BMW, si conferma l’ibrido Toyota. Ma sovralimentazione, downsizing e fuel saving tracciano la rotta del futuro.
COME OGNI ANNO I riconoscimenti, i premi e le giurie. Ogni anno arrivano puntuali, cadenzati nel corso dei dodici mesi in una sequenza troppo priva di sovrapposizioni per non essere stata studiata a tavolino. Gli Oscar dei motori arrivano con i primi caldi e insieme alle allergie di stagione. Dal 1999 Engine Technology International offre a tecnici, stampa e automobilisti un momento di riflessione. Per approfondire, piuttosto che l’estetica lucente di fanali al led, il vero cuore pulsante delle auto: tecnologia, cavalli, iniettori, turbine e pistoni. Tutto il meglio che c'è sotto il cofano.
PREMIO DELLA CRITICA Sessantacinque giornalisti in rappresentanza di 32 mercati dicono la loro: schede e pareri tecnici, descrizioni di soluzioni progettuali innovative completate da impressioni di guida soggettive. E qui entra in gioco l’accoppiamento più o meno riuscito con il corpo vettura, ma anche l’adattabilità a differenti layout. L’insieme dei parametri tenuti in conto rendono l’idea di un premio sfaccettato e interpretabile, come le categorie, in continuo mutamento come i parametri di riferimento.
VOCI E PUNTI Prestazioni, consumi, rumorosità e guidabilità, ma anche l'utilizzo di tecnologie innovative per ridurre le emissioni e raffinatezza tecnica e progettuale, sono solo alcune tra le voci che concorrono a decretare i vincitori di ogni categoria. Ogni giurato ha a disposizione 25 punti in totale e può assegnarne al massimo 15 ad un singolo propulsore (e non meno di 1). Le categorie sono tradizionalmente un fritto misto.
DIMMI COME SEI I propulsori sono raggruppati in base a cilindrata e convenzioni. Da una vita siamo abituati a suddividere i motori (e a pagarci sopra tasse e assicurazioni) in base a cilindrata o potenza, da propulsori sotto il litro agli “oltre 4 litri”, fino a quello più performante. Ma anche classi ad interesse crescente come la “fuel economy”, legate fatalmente ai tempi del mondo motoristico.
RE DELLA FORESTA I premi di categoria per il 2008 sono 11. Per ognuna indichiamo vincitore (con motivazione) e segnalazioni di merito per gli altri. Proprio come agli Oscar, le discussioni sono aperte e, a parte i fuoriclasse, a far la differenza possono essere sfumature. Una delle classifiche più interessanti premia la novità a motore dell’anno: spesso anticipa sviluppi e frontiere tecnologiche che arriveranno a cascata per tutte. Poi c’è il Re della Foresta. Il vincitore assoluto: il twinturbo da 3 litri made in BMW trionfa ancora, concedendo il bis dopo il primo alloro raccolto nel 2007.
INTERVISTA A CALDO Peter Langen, il papino del pluripremiato concentrato di cavalli e coppia bavarese, dichiara di vedere nella conferma sul trono il chiaro riconoscimento della qualità dei propulsori (e delle capacità progettuali) raggiunte dagli ingegneri di Monaco. E, fuori dalle dichiarazioni di facciata, non mancano conferme, trend e curiosità, come il ritorno annunciato dei motori a benzina che, aiutati dal turbo, sembrano vivere una seconda giovinezza. Si conferma il predominio tedesco e giapponese, e nell’albo d’oro del premio salta all'occhio la mancanza di tanti, forse troppi, costruttori battenti bandiere italiane, francesi o americane.
CERTEZZE FUTURE Poi si registrano le solite vette prestazionali raggiunte da alcuni diesel, che ormai non sorprendono più. Ma soprattutto il dominio del downsizing: maggiore potenza, meno centimetri cubi (e consumi), il nuovo Santo Graal per Case costruttrici e automobilisti. La curiosità? Tutti i motori premiati messi in fila al banco erogherebbero 3.376 cavalli.
a cura di Luca Pezzoni
23 Maggio 2008