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2001: un pieno di supercar

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E’ svedese, non bellissima, con un nome più adatto a una linea di elettrodomestici che a una pin-up della strada, ma è bastato misurarne il tempo sul giro per togliere alla McLaren F1 lo scettro di regina delle Supercar. Con una velocità di punta di 387 km/h e un tempo di 3,2 secondi nell’accelerazione 0-100, la Koenigsegg è oggi l’auto più veloce del mondo. Non è però l’unica supercar ad ambire a questo prestigioso titolo: sulla carta sono molte altre le pretendenti, dalla Bugatti Veyron alla futura Ferrari F60, dalla Mercedes SLR alla prossima Lamborghini 147, a molte altre ancora. Tutte auto che nei prossimi anni andranno a infoltire una lista sempre più lunga di vetture esclusive che nemmeno la noia in cui versano gli indici di borsa riesce a fermare.

Lunedí, 10 Settembre 2001

Ronny Mengo

Fabio Cormio

Cristiano Inverni

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Raramente nella storia dell’auto si era vista un’offerta così ricca di modelli sportivi di prestigio come quella attuale, nemmeno nei mitici Anni 60, da molti considerati l’epoca più prolifica per questo tipo di auto. Il fenomeno è così diffuso che nessun grande gruppo sembra possa più fare a meno di avere in listino una (o più) supercar da sogno, imitati da numerosi piccoli costruttori artigianali che, contro ogni logica imprenditoriale, si sono lanciati in questa rischiosa avventura. Tutto ciò nonostante i prezzi stellari (da 500 a 1500 milioni) portino a ricavi ridotti. I 1500 esemplari della nuova Aston Martin Vanquish, per esempio, porteranno nelle casse della Casa inglese non più di 750 miliardi di lire in cinque anni, un’inezia rispetto al volume d’affari prodotto dalla sua “controllante”, la Ford.

In realtà, più che a una funzione economica queste supercar sono destinate ai cosiddetti trend setter, in grado di trascinare l’immagine della marca e, quindi, anche le vendite dei modelli più tradizionali, quelli su cui i grandi gruppi realizzano i grandi numeri di bilancio. Un’immagine più dinamica, che tutte le grandi Case stanno cercando di introdurre nel loro DNA e che serve soprattutto a richiamare i clienti più giovani, quei trentenni e quarantenni della generazione-x, figli dei cosiddetti baby boomers, danarosi, attenti alla tecnologia, all’eleganza, alla moda, che vogliono essere circondati da oggetti di lusso e innovativi, in grado di dare loro prestigio e visibilità. Auto da sostenere anche con l’impegno in Formula 1, dove non si erano mai viste tante grandi Case impegnate (Mercedes, BMW, Renault, Honda, Fiat-Ferrari, Ford-Jaguar e Toyota l’anno prossimo).

Insomma, una nuova età dell’oro in cui, chi potrà permetterselo, avrà a disposizione una scelta di modelli pressoché infinita, con marchi famosi affiancati da nomi che si affacciano sulla scena per la prima volta. Nomi magari sconosciuti al grande pubblico, ma in grado di rubare la scena a modelli più blasonati, sia nella tecnica sia nel design, come dimostra la carrellata delle novità proposta qui sotto. Auto che certo saranno in grado di soddisfare la passione di pochi fortunati (poche migliaia nel mondo) ma soprattutto, e non è poco, di far sognare a occhi aperti tutti gli altri. I sogni, del resto, non costano niente.

Massimo Buccomino

Ascari KZ-1
Aston Martin Vanquish
Bristol Fighter
Bugatti EB 16/4 Veyron
Cunningham C7 GT
Edonis
Koenigsegg SSV 85
Lamborghini Murciélago
Mercedes Vision SLR
Mosler MT900
Pagani Zonda C12
Parradine 525S
Porsche Carrera GT
Saleen S7
Spyker C8
Stealth B6


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