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Tokyo 2001

Mazda RX-8

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Nata sulla base delle precedenti RX-Evolv (Motor Show di Tokyo del 1999) e della concept-car vista a Detroit lo scorso gennaio, la RX-8 che Mazda rivela al salone di Ginevra sarà il modello che andrà in produzione nel 2003.

Giovedí, 21 Febbraio 2002

Ronny Mengo

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La vocazione sportiva di Casa ha un paio di nomi, Cosmo Sport e RX-7. Come le due prestigiose parenti, la RX-8 monta un propulsore rotativo posto sull’asse posteriore. La sportiva quattro porte adotta il noto propulsore Renesis a due rotanti di Casa: 654 cc per 2 di cilindrata, 250 cavalli di potenza massima a 8500 giri al minuto e 216 Nm a 7500 giri di coppia, più leggero del trenta per cento e ancora più compatto di quello che equipaggia la RX-7, in vendita in Giappone. Il cambio automatico con selezionatore manuale è a sei rapporti; la trazione è posteriore.

Il telaio è da vettura sportiva, ma le quattro portiere e lo spazio per quattro la rendono anomala per la categoria. Mentre dietro al motore ci sono anni di scuola. Gli ingegneri del Marchio nipponico iniziarono a lavorare su propulsori rotanti nel 1961 e, sei anni più tardi, presentarono la Cosmo Sport, una vettura spinta dal primo propulsore al mondo di questo tipo.

I passeggeri sono facilitati nell’entrare dal "freestyle door system", ossia l’assenza del montante centrale e l’apertura del piccolo sportello posteriore parallelamente alla fiancata. Gli pneumatici da diciotto pollici su cerchi in lega a cinque razze, posizionati praticamente agli angoli del corpo macchina, fanno il resto in quanto ad abitabilità degli interni, oltre a garantire la sensazione di stabilità e ottimizzare la tenuta di strada, grazie anche alla distribuzione simmetrica dei pesi tra l’asse anteriore e posteriore e il baricentro basso.

Aggressiva la vista frontale, con una striscia orizzontale stretta e lunga per i gruppi ottici, una presa d’aria imponente a fare da naso e un’ulteriore apertura inferiore a dare una mano per portare sollievo al propulsore. Attraverso delle fiancate larghe – caratterizzate da passaruota pronunciati, graffi a mo’ di branchie, cristalli ridotti e inedito disegno delle portiere – si arriva a una coda compatta e aggressiva che ha nei due terminali di scarico, nel lunotto basso e nell’alettone che nasce dal labbro superiore del baule, le sue primizie.

C’è di più: gli uomini Mazda, diretti dal responsabile dello sviluppo Philip Martens, stanno lavorando su una versione vitaminizzata da un turbocompressore, che farà schizzare i cavalli fino alla soglia dei 340: si dovrà attendere il 2004, però, un po’ come per la futura generazione della RX-7 due porte, basata sulla stessa piattaforma.


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