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Notizie correlate COLPO DI LIMA Per definire le forme della nuova Alto,
i designer Suzuki non hanno probabilmente utilizzato soltanto matite, tecnigrafo
e computer. A rovistare nei loro cassetti si dovrebbe trovare anche una
limetta, con cui hanno arrotondato per bene gli artigli della piccola
A-star, la concept ammirata sotto i riflettori dell’ultimo Salone di
Ginevra. Da quel prototipo deriva infatti la citycar che vedremo sfilare a
Parigi, ma nel passaggio dal piedistallo alla catena di montaggio, sportività
e cattiveria risultano molto addolcite.
OPERAZIONE SIMPATIA Più che sulla grinta, la Alto punta alla fine sulla simpatia, ispirata da due occhioni sgranati e un po’ allungati a goccia all’indietro e da una presa d’aria frontale di dimensioni generose. A quest’ultima spetta tra l’altro il compito di creare un family feeling con il resto della gamma e con la Splash in particolare. Un tocco dinamico resta comunque, complici l’andamento della linea dei finestrini, che spara decisa verso l’alto, e la nervatura che prende il la dai passaruota appiattiti e attraversa poi i sottoporta. A PRIMAVERA In attesa di vedere anche il lato B, che si può per ora facilmente immaginare bello verticale, a tutto vantaggio di ingombri e praticità, della Alto si conosce già il cuore. Fulcro della gamma sarà infatti un mille a tre cilindri che farà dei bassi consumi e delle ridotte emissioni nocive il suo fiore all’occhiello. Tempo addietro alla Suzuki avevano annunciato di avere come obiettivo i 110g/km di CO2 ed è facile che i motoristi siano riusciti nei loro intenti. Per saperne di più non resta che attendere ottobre, mentre per guidare la Alto – che sarà prodotta in India – si dovrà aspettare la primavera del 2009. Commenti
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