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Notizie correlate DULCIS IN FUNDO Come tutte le star che si rispettino, anche la Impreza
WRX STi si fa aspettare un po’. Mentre le versioni più tranquille già
iniziano a muovere i primi passi sulle strade, la Subaru più attesa di questa
stagione inizia a concedersi giusto per qualche primo scatto ufficiale,
in attesa del debutto in società, che avverrà al prossimo Salone di
Tokyo. Per vederla dal vivo in Europa bisognerà invece pazientare
ancora di più, fino ai primi di dicembre, quando si accenderanno i riflettori
del Motorshow di Bologna.
GIU’ DA GUERRA La WRX STi 2008 adotta la stessa ricetta del passato, applicandola però alla nuova carrozzeria a due volumi e cinque porte. I tratti caratteristici sono la grande presa d’aria dinamica che si apre nel cofano, un alettone posteriore e passaruota spallatissimi. Questi ultimi sono ben raccordati ai paraurti e sono segnati da aperture per un miglior raffreddamento dei freni e del vano motore. A completare il quadro ci sono poi minigonne che scendono caste verso l’asfalto e l’estrattore posteriore da cui fanno capolino, a due a due, quattro terminali di scarico. Lunga 4.415 mm, larga 1.795 e alta 1.475, la WRX STi sembra spiaccicata a terra, acquattata sui cerchi da 18" gommati 245/40. ORIENTE E OCCIDENTE Sotto il cofano della WRX STi che debutta il 24 ottobre nelle concessionarie giapponesi c’è un quattro cilindri boxer turbo da due litri, per il quale si parla di una potenza massima di poco superiore ai 300 cv. Sugli stessi valori dovrebbe attestarsi anche la variante destinata al Vecchio Continente, con ogni probabilità spinta però da un motore 2.5. A fare da comune denominatore tra l’Impreza d’oriente e quelle d’occidente c’è la trazione integrale permanente Symmetrical AWD, condita con un cambio manuale a sei marce e con il sistema SI-Drive. IN PUNTA DI DITA Tramite una manopola sul tunnel centrale, questo
dispositivo permette al pilota di scegliere tra tre programmi di gestione
integrata del motore, della trasmissione e della modalità di risposta
alle sollecitazioni dell’acceleratore (intelligent – che poi è il senso
della I della sigla -, sport e sport sharp). Il guidatore può smanettare inoltre
con il Drivers Control Center Differential (o DCCD per i più intimi), che
consente invece di regolare a piacere il differenziale centrale. A
completare la sfilza delle sigle ci sono anche il VDC, ovvero Vehicle
Dynamics Control e il SDC3, noto anche come Subaru Dynamic Chassis
Control Concept, il telaio di ultima generazione, dotato di una nuova
sospensione posteriore e di uno sterzo particolarmente diretto. Commenti
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