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Notizie correlate A(T)TRAZIONE INTEGRALE Non c’è due senza quattro.
Alla Porsche la saggezza popolare funziona così, da quasi vent’anni. Ogni
volta che a Stoccarda lanciano una nuova generazione di Carrera o, più
semplicemente, aggiornano quella esistente, alla versione a due ruote motrici
segue subito quella a quattro. Il model year 2009 della 911 non fa
eccezione alla regola e così, a pochi giorni dalla prova della Carrera 2, la
Casa tedesca svela immagini e caratteristiche della variante a trazione
integrale.
FORME GIUNONICHE Da un punto di vista estetico la Carrera 4 2009 ripropone pari pari tutte le novità introdotte dalla sorella a trazione posteriore. Rispondono quindi "Presente!" all’appello i nuovi proiettori bixeno (a richiesta ordinabili per la prima volta anche in versione adattiva), le luci di posizione e di coda a Led, le prese d’aria maggiorate e gli scarichi integrati nel nuovo paraurti posteriore, singoli per la versione base e doppi per la S. A rendere riconoscibile la Carrera 4 dalla 2 sono i fianchi giunonici: così come già per la serie attuale, le versioni integrali hanno i parafanghi posteriori allargati di 44 mm. INIEZIONE DI POTENZA Assieme al look rivisto arrivano anche i nuovi motori, che mantengono il classico schema boxer a sei cilindri e le cilindrate nominali di 3,6 e 3,8 litri ma, al di là delle apparenze, cambiano da cima a fondo. La cubatura è, sì, simile al passato, ma è ottenuta rivedendo le misure interne di pistoni e cilindri: l’alesaggio aumenta, mentre la corsa si riduce, per favorire le doti di allungo e il rendimento agli alti regimi. Il risultato è un incremento di potenza di 20 cv per la versione "base" e di 30 per la S, con nuovi picchi nell’ordine di 345 e 385 cv. IL BELLO DELLA DIRETTA Se si ottengono questi risultati, parte del merito va anche all’adozione dell’iniezione diretta della benzina DFI, già utilizzata sulla Cayenne ma al debutto sulla Carrera. Questa tecnologia è un vero e proprio toccasana per il motore Porsche, che, sulla Carrera 4, abbina l’incremento di potenza dell’8,5% a una drastica riduzione di consumi ed emissioni di CO2, che in certe situazioni arriva a toccare rispettivamente il 12,9% e il 15,4%. CHIP AL POTERE Un’altra novità tecnica di spicco è il
cambio robotizzato a sette marce e a doppia frizione PDK, che
pensiona il Tiptronic S e lo rimpiazza nella lista degli optional, come
alternativa al manuale a sei marce standard. I suoi pregi, già sperimentati sul
campo nella prova della Carrera 2, sono la dolcezza e la rapidità degli
innesti, oltre alla capacità di vestire con uguale disinvoltura i panni di
un automatico pantofolaio o quelli di un sequenziale pistaiolo.
A completare il reparto trasmissione, qui protagonista assoluto della scena, c’è
poi la trazione integrale PTM, che evolve l’attuale sistema a giunto
viscoso con frizione multi disco. Sulla nuova generazione della Carrera 4 la
gestione della coppia motrice è invece affidata all’elettronica, così
come già sulla 911 Turbo, con la promessa di sensibili vantaggi sul fronte della
stabilità e della motricità. Le consegne inizieranno a ottobre per l'intera gamma, che consente di abbinare i due motori a entrambe le carrozzerie disponibili, Coupé e Cabriolet. Commenti
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