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Anteprima
Faroni a mandorla, bocca d’areazione
a tre settori sotto il paraurti e spina dorsale bella in evidenza a solcare il
cofano, con il parabrezza sfuggente e le immancabili frecce incastonate negli
specchi laterali. Sarà questa la nuova faccia della futura SLK? Domanda
lecita, perché da una parte c’è una foto che ritrae l’ultima creatura di
Stoccarda, dall’altra c'è la Mercedes (quella italiana) che non conferma e non
smentisce.
"Progetti in pectore ce ne sono per il new look della due porte di famiglia, ma è presto per parlarne. Non ci sono neppure i disegni, fate voi". Alla Mercedes Italia smorzano decisamente gli entusiasmi che accompagnano ogni novità. La realtà però è evidente: l'immagine non sembra truccata. A chi credere? Ai propri occhi o alla versione ufficiale della Casa tedesca? Il giusto mezzo è prendere con le pinze l’istantanea, illusi forse della veridicità dello scatto. Salta all’occhio il nasone lì davanti già visto da tempo in quel di Stoccarda e precisamente sul prototipo Vision SLA, che ha fatto parlare di sé al salone di Detroit anno 2000. Lì il muso a forma di freccia proiettava senza mezze misure la Stella ad aggredire la strada e le lastre di alluminio perforate del cofano davano un’idea della possanza, lasciando intravedere il propulsore. Qui, l’aspetto è lievemente più sobrio anche se la parentela con la monoposto di Hakkinen non si cancella. A condire il tutto ci sono cerchi aggressivi a cinque razze doppie, minigonne e spoilerini profilati. Nulla in confronto alla Vision, con le fasce esterne del cofano unite agli specchietti o il profilo che integra i fari ellissoidali esteso fino a sporgere dalle fiancate, per dare vita alle frecce anteriori. Ma torniamo a bomba. La futura spider a trazione posteriore proporrà una versione migliorata dell’hard top in metallo, che scomparirà come per magia sfiorando il comando sulla plancia. E poi tecnologia derivata dalle Classe regine, vedi il sistema di sospensioni attualmente in uso sulla "CL", l’impianto frenante elettroidraulico delle "S" o la ciliegina di un dispositivo di cruise control appositamente tarato per "godersi" il traffico cittadino senza lo stress di rimanere attaccati al pedale del freno, ma abbandonandosi – nei limiti – al pilota automatico. Per i motori c’è più riserbo, ma non si parla di stravolgimenti: tradotto, i conosciuti quattro cilindri sovralimentati e i sei cilindri a V. Quindi, un entry-level di 2.0 litri a spianare la strada a 2.000 e 2.300 turbo e al 3.2 V6, in attesa di esagerare con la versione AMG. Cambio meccanico o automatico a sei rapporti, con la possibilità dei comandi al volante solo nel secondo caso. Non domi, gli uomini della stella starebbero poi meditando su una proposta diesel tanto per completare la gamma e scuotere gli animi. Date: ottimistico dire il 2003, probabilmente sarà più in là. Ronny Mengo |
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