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Davvero burloni questi torinesi, chi l’avrebbe detto. Una settimana fa hanno ufficialmente presentato la Nuova Panda al mondo e dopo sette giorni ecco una nuova Nuova Panda. Così, a sorpresa. Che dovesse arrivare una versione 4x4 era stato annunciato. Nessuno però si aspettava di vederla tanto presto. E forse nessuno immaginava che a Torino sarebbero stati tanto spiritosi da produrre davvero la Simba, la concept esposta appunto Motor Show dello scorso anno. L'hanno fatto. Non si chiamerà più Simba però. Peccato. Avrà un nome meno simpatico, formale: Nuova Panda SUV. Resta intatta invece tutta la carica di simpatia che ha saputo trasmettere a chi, nove mesi fa, l’ha ammirata nella kermesse bolognese. Freschezza e originalità sono garantiti dalla doppia colorazione della carrozzeria e dalle dotazioni, tipiche dei fuoristrada, come i quattro proiettori anteriori, rotondi e incastonati in un fascione paracolpi di plastica, le protezioni in alluminio del telaio e del motore, l'altezza da terra di 169 millimetri e le ruote più alte, da 185/65 R15. Soluzioni che portano le misure della carrozzeria a crescere di qualche centimetro rispetto alla Nuova Panda "da città": ora sono 359 i centimetri di lunghezza (+ 5cm), 160 di larghezza (+ 2cm) e 163 di altezza (+ 9cm). Il passo è di 230 cm mentre gli sbalzi sono di 743 millimetri (anteriore) e 546 (posteriore). La carreggiata anteriore è di 137 centimetri e quella posteriore è di 136. A fornire prestazioni adeguate ci penserà l’ormai noto 1.3 16v Multijet da 70 CV, il più piccolo e avanzato tra i diesel a iniezione diretta "Common Rail" di seconda generazione. Così motorizzata, la Panda SUV supera i 150 Km/h di velocità massima e impiega 15,5 secondi per accelerare da 0 a 100 Km/h. Vista poi la destinazione d’uso la Fiat ha pensato bene di migliorare la sicurezza e dotare il mezzo dei migliori congegni elettronici disponibili. Quindi: ABS con ripartitore di frenata EBD (Electronic Brake Distribution); ESP, per il controllo della stabilità di guida; l'MSR (Motor Schleppmoment Regelung) per evitare il pattinamento derivante dal blocco delle ruote; pedale del freno a corsa corta per ottenere spazi d'arresto ridotti; servofreno e dischi di 240 mm di diametro (quelli anteriori sono ventilanti). Senza dimenticare ovviamente la trazione integrale permanente (sistema 4x4 con giunto viscoso e due differenziali) che le permette di superare una pendenza massima del 51%. Ma questo era scontato. Commenti
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