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  AUDI: festa per i 100 anni DKW

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Audi festeggia i 100 anni della DKW, uno dei quattro anelli che compongono il marchio della Casa tedesca.

Mercoledí, 11 Luglio 2007

Alberto Grisoni

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In Casa Audi tutto è pronto per festeggiare il centesimo anniversario di un fallimento. Il fallimento è quello di Jorgen Rasmussen, ingegnere tedesco trapiantato in Germania, che nel 1907 fonda un’azienda di componenti per motori a vapore a Zschopau, in Sassonia: il suo sogno era costruire un’automobile a vapore.

Antesignano degli ecologisti, Rasmussen costruisce il suo prototipo nel 1916, ma è un insuccesso senza appelli. Il nome della sua creatura, però, è destinato a entrare nella storia dei motori tedeschi: Dampfkraftwagen (letteralmente, “macchina a energia di vapore”). Non vi dice nulla? Proviamo con l’acronimo: DKW.

Rasmussen incassa la sconfitta e nel 1919 costruisce un motore giocattolo a due tempi chiamandolo con lo stesso acronimo del suo primo prototipo: des Knaben Wunsch (letteralmente, il desiderio del fanciullo). Il gioco di parole doveva piacergli, perché lo riprende tre anni dopo, quando installa il suo motore a due tempi su una motocicletta, battezzata das kleine Wunder (la piccola meraviglia).

La piccola meraviglia porta il grande successo: entro gli anni Trenta, Zschopau è la più grande fabbrica di motociclette nel mondo e la DWK si compra la Audi. Nel 1930 un motore DKW viene montato su una piccola macchina Audi, con un motore a due cilindri a due tempi di 600 cc di cilindrata, carrozzeria in legno con interni in similpelle e trazione interiore: è la DKW Front, una delle auto tedesche più vendute e più popolari dell’epoca.

Gli Anni Trenta sono però anche quelli della Grande Depressione, che in Germania si fa sentire in modo particolarmente duro. Di fronte alla crisi economica DKW si fonde con Audi, Horch e Wanderer nell’Auto Union: se vi siete mai chiesti cosa rappresentino i quattro anelli del marchio Audi, ecco qui la risposta.

Il resto della storia DKW è legato all’Union e alle sorti della Germania. Dopo la seconda guerra mondiale, la vecchia sede di Zschopau è in piena Germania Est: la Auto Union si sposta allora a Ingolstadt e Dusseldorf, da cui il marchio DKW continua a regnare fino all’anno che cambierà ogni cosa, il 1965.

In quell’anno finiscono sia l’era del motore a due tempi sia il balletto di nomi e proprietà: la Auto Union, dopo un breve periodo in mani Daimler-Benz, viene ceduta alla Volkswagen. Il vecchio nome è mandato in soffitta e per la nuova produzione di vetture con motori a quattro tempi si rispolvera un altro dei marchi fondatori, che resterà fino ai nostri giorni: Audi.

Per festeggiare il centenario della DKW, Audi Tradition ha deciso di inserire alcuni modelli d’epoca in diverse manifestazioni: in Italia li vedremo alla Mille Miglia e al Gran Premio Nuvolari. All’estero, le DKW sfileranno al Concours d’Elegance a Bergerac in Francia, alla Silvretta Classic e alla Ennstal Classic in Austria e ovviamente al Festival “100 anni di Rasmussen” a Zschopau il 26 agosto.


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