LA NOIA I soliti visionari l’avevano annunciato da tempo: il progresso, quello tecnologico, porta benefici a pochi e a tutti gli altri provoca un aumento dei costi, impoverimento, omologazione, noia. Film e libri di fantascienza sono lì a ricordarcelo. E ora anche la Formula 1, specchio del futuro della trazione su ruote.
BLADE RUNNER Auto imbottite di elettronica, costose come una navetta spaziale, capaci di perdonare anche gli errori più gravi al pilota meno esperto, hanno sì portato maggiori prestazioni e più sicurezza, ma anche più costi per i meno ricchi, costretti a inseguire i grandi per non venirne sopraffatti. Il progresso tecnologico ha mortificato lo spettacolo riducendo i piloti alla stregua di replicanti alla guida di auto programmate in tutto, anche nelle staccate più impegnative.
NOVITA' Poteva durare? No, non poteva. E infatti si cambia. Qualcosa già era stato annunciato a ottobre, con la decisione di rendere almeno più competitive le gare concedendo punti fino all’ottavo classificato e un solo giro a pilota per la caccia alla pole. Poca roba rispetto a quanto è stato deciso ieri, con effetto immediato.
NOVE MARZO 2003 Melbourne, prima gara del campionato (GP d’Australia), si cambia tutto, con un taglio netto ai costi di gestione, abolendo quasi tutta l’elettronica di bordo delle vetture e introducendo una serie di restrizioni destinate a rivoluzionare l’attuale Formula Uno.
PASSATO REMOTO In pratica, si torna al passato, a vetture meno fantascientifiche, senza quei congegni che avevano ridotto i Gran Premi a una scusa per giustificare le pennichelle domenicali. Si torna ad auto più semplici, meno sofisticate, dove l’affidabilità sarà l’arma vincente, e tutto il controllo tornerà in mano al pilota, nella speranza che emergano le qualità di guida dei più bravi, anche se non alla guida di una Ferrari.
UNO ALLA VOLTA Ogni squadra potrà usare solo due vetture. Quindi, niente più muletto e un solo motore da utilizzare sia nelle prove sia nel Gran Premio, con una sola vettura a disposizione per pilota. Non si potranno più utilizzare i motori usa e getta da qualifica, tra l’altro costosissimi, e chi sbatte in qualifica torna a casa subito. Probabilmente i piloti in corsa per il mondiale eviteranno i rischi che potrebbero escluderli dalla gara, ma anche questo farà spettacolo, portando alla ribalta le seconde guide, che avranno meno remore nel prendersi rischi pur di emergere.
DISINFORMATION TECHNOLOGY E' abolita la telemetria bidirezionale, ovvero la trasmissione di dati dai box alla monoposto e viceversa; gli ingegneri non potranno più gestire da lontano il rendimento della vettura tenendo sotto controllo ogni valore del motore e del cambio: tutto sarà lasciato all’abilità del pilota, l’unico responsabile dell’andamento della propria monoposto durante la gara. Sarà lui a dover capire quando sarà il momento di non forzare per non surriscaldare qualche parte del motore o tornare ai box per un imprevisto che rischia di compromettere il suo GP. Un pensiero in più per lui e maggiore competizione in pista.
SILENZIO SI GIRA Sono vietate tutte le comunicazioni tra il pilota e il box, e viceversa. Non si potrà più chiedere via radio la posizione dei rivali, raccontare barzellette per lenire tensione, chiedere consigli sulla strategia di gara e altro ancora. Si torna ai cartelli a bordo pista e alle comunicazioni durante i pit stop, con tutti i problemi che questo comporta.
ADDIO ELETTRONICA Eliminata gran parte della costosa elettronica di bordo che aveva favorito i più bravi nei videogiochi. Abolito quindi il controllo di trazione che aiuta a correggere gli errori consentendo anche ai meno esperti di tenere i ritmi di Schumi; aboliti i sistemi automatici di partenza che rendono tutti bravissimi al via; vietatissimi i cambi elettronici programmati per staccate quasi automatiche curva per curva. Ora si vedrà davvero chi ha più manico, chi saprà davvero guidare sul bagnato e chi saprà reggere meglio allo stress della gara senza commettere errori.
TEAM CONTRO Vietate le sinergie tra scuderie. Non si potranno più utilizzare componenti in comune con altre squadre, come cambi, parti di telaio, sospensioni e altro ancora. Ognuno correrà per sé.
LA NOTTE NEL PARCO E' la decisione che fa più discutere, quella che probabilmente verrà modificata viste le critiche delle scuderie: terminate le qualifiche tutte le vetture dovranno entrare nel parco chiuso dove resteranno fino al via della gara. Un bel sollievo per i meccanici, che non saranno più costretti a turni notturni per rimettere a punto la vettura, ma l'impossibilità di effettuare modifiche sembra una limitazione troppo penalizzante.
MOTORI IN COMUNE Altra decisione destinata a ridurre i divari tra scuderie grandi e piccole, a tutto vantaggio dello spettacolo: le Case automobilistiche impegnate in Formula Uno dovranno fornire motori a più di un team. Già succede, ma ora è un obbligo.
E IN FUTURO... Per quest’anno è tutto, ma in futuro sarà ancora peggio: nel 2004 si dovranno utilizzare solo impianti frenanti standard; alettoni posteriori anch’essi standard; componenti realizzati per durare a lungo e non modificabili ogni Gran Premio. Nel 2005 i motori dovranno essere utilizzati non per uno ma per due Gran Premi; la vita di tutti i componenti della monoposto dovrà ulteriormente allungarsi, mentre nel 2006 un motore dovrà servire per sei GP consecutivi e saranno vietati i materiali speciali.
TRADIZIONE Basta con gli sprechi insomma, con i miliardi bruciati come noccioline (si parla di 1200 euro a chilometro percorso da una monoposto) e largo alla tradizione, allo sviluppo di tecnologie fatte per durare a lungo, per valorizzare le qualità dell’uomo e non viceversa.
THE SHOW MUST GO ON Ciò che conta è lo spettacolo. Ok, ma che ne sarà di quel laboratorio di ricerca e di sviluppo, di quelle scoperte che dalla Formula Uno venivano poi trasferite sulle auto di serie per migliorarne la sicurezza e la qualità?