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Fuel Cell per tutti dal 2010: parola di GM

I grandi dell’auto guardano al futuro con un certo imbarazzo: l’obiettivo è quello di produrre vetture con bassi consumi di carburante e basse emissioni inquinanti, ma le strade da intraprendere sono ancora poco chiare.

Martedí, 18 Settembre 2001

Fabio Cormio

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L’obiettivo di massificare la produzione di auto alimentate a idrogeno non è a portata di mano, almeno nel breve periodo, dato che ad oggi non ci sono le strutture adeguate, e sarebbe antieconomico oltre che paradossale mettere in produzione un veicolo che non può fare agevolmente rifornimento di carburante.

La General Motor in concreto sembra quella con le idee più chiare: crede molto infatti in quella che sarà la tecnologia "di passaggio" tra la benzina e l’idrogeno, ossia la Fuel Cell, già sperimentata l’anno scorso sulla Opel Zafira. Tanto da prevedere una produzione in grande serie di vetture alimentate con tale sistema a partire dal 2010, forse anche dal 2008.

La tecnologia Fuel Cell è caratterizzata, in GM, dalla sigla PEM (Proton Membrane Exchange) e, in pratica, consente di trasformare la benzina che si immette nel serbatoio prima in idrogeno e poi in energia elettrica, riducendo le emissioni di CO2 del 50% rispetto a un motore tradizionale.

Il sistema Fuel Cell ad oggi ha l’indubbio svantaggio di essere molto ingombrante (la scelta è: o lui o i bagagli), ma consente prestazioni tutt’altro che disonorevoli, visto che il motore sperimentato eroga una potenza di 102 kilowatt, equivalenti a 134 cavalli.


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