CUORE E TESTA La migliore della categoria, la sempreverde MX-5 non va oltre la diciannovesima piazza assoluta, una prestazione buona ma non eccelsa. La Mazda mostra che, nonostante le molte primavere, il suo progetto è ancora validissimo. Forse gli inglesi non sono il massimo dell’imparzialità per giudicare proprio un’auto che si rifà alle sportive britanniche degli anni ’60 ma tant’è: la MX-5 sbaraglia tutte le giovani rivali senza lasciare spazio a recriminazioni.
LIVELLAMENTO Se da un lato è vero che nessuna sportiva si mette particolarmente in luce nella classifica generale, dall’altro è vero anche che tra le auto qui considerate solo una, la MG, ottiene un CSI inferiore a quello medio globale. Alla spider inglese i clienti danno voti insufficienti su tutto il fronte, assicurandole una bocciatura senza appello. Per il resto, le antagoniste della MX-5 procedono in gruppo serrato.
COLPO DI FULMINE A guidare il gruppo delle inseguitrici è un’altra giapponese (ma allora è proprio un vizio!), la Toyota Celica. Il pregio che le viene maggiormente riconosciuto è la ridotta entità dei costi di gestione. L’aspetto meno apprezzato è invece la forma della carrozzeria, per la quale gli acquirenti provano un iniziale colpo di fulmine che si rivela poi essere un amore passeggero.
PAGELLE ALLO SPECCHIO Proprio alle sue spalle segue l’Audi TT, che raccoglie invece giudizi diametralmente opposti. In questo caso, infatti, tocca alle linee morbide e seducenti far dimenticare agli utenti spese di mantenimento a detta loro un po’ eccessive. Per chiudere, una curiosa annotazione di carattere generale: nessuna tra le sportive qui considerate viene ottiene il massimo dei voti in fatto di affidabilità meccanica