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Il Customer Satisfation Index viene formato infatti sommando i giudizi che tutti gli intervistati esprimono sul gradimento della propria auto e sulla qualità dei servizi offerti dalla Casa. 75 quesiti differenti che spaziano dalle prestazioni, ai problemi meccanici riscontrati, ai costi di gestione, all’efficienza della rete commerciale e di assistenza. Unica condizione per partecipare alla ricerca: possedere la propria auto da almeno due anni. I risultati si riferiscono al mercato d’Oltremanica e sono condizionati dalla diversa stima della clientela inglese verso marchi e modelli che in Italia godono di un credito differente. Si tratta comunque di indicazioni di acquisto da prendere in seria considerazione. E anche se in Italia i risultati sarebbero stati diversi, non si può negare che l’automobilista inglese sia piuttosto esigente e forse più attento di noi agli aspetti dell’efficienza e dei costi di gestione dei vari modelli. Dall'analisi dei risultati emerge ancora una volta la superiorità dei modelli giapponesi, che oltre ad aggiudicarsi le prime tre posizioni della classifica assoluta (il primo posto addirittura con un modello snobbato dagli italiani, la Honda Logo), conquistano anche l’alloro in sei dei sette segmenti in cui è stato suddiviso il mercato. Ma che il Giappone batta il resto del mondo nella gratificazione del cliente non fa più notizia: la qualità dei prodotti del Sol Levante è ormai riconosciuta anche in Europa e non a caso sono 13 i modelli che piazza tra i primi venti, tra cui le prime tre assolute, nell'ordine: Honda Logo, Toyota Yaris e Lexus IS200. Ciò che meraviglia sono le posizioni in classifica di alcuni modelli unanimemente riconosciuti come prestigiosi, a confronto di concorrenti apparentemente più "poveri". I soldi, come noto, non sono tutto e come spesso capita, per essere soddisfatti della propria auto non è necessario spendere dai 30 mila euro in su. Possedere una Skoda Octavia, per esempio, dà molta più soddisfazione di una Mercedes Classe C. E non si tratta di differenze risibili: il distacco tra i due modelli è di 31 lunghezze, tante (la Octavia è 7' assoluta, la Classe C 38'). Così come avere nel box una quasi sconosciuta (da noi) Dahiatsu Sirion (16' in classifica) è molto, ma molto più gratificante di una più costosa e "nobile" Mercedes Classe A (93' posizione). Si potrebbe continuare con altri confronti, ma non vogliamo infierire; chiunque potrà farlo a proprio piacere collegandosi al sito inglese di What Car? che l’ha commissionata e la pubblica per esteso. Male come al solito le italiane: si salva, per modo di dire, l’Alfa 147, classificatasi 77' su 138 modelli esaminati, mentre per trovarne un’altra si deve scorrere la classifica fino alla 113' posizione, dove c'è la Multipla, superata anche da Kia e Hyundai (Shuma e Accent, si trovano rispettivamente in 85' e 86' posizione). Ultime in classifica, a sorpresa, le monovolume: la VW Sharan è al 138° posto (l’ultimo), preceduta da Chrysler Voyager (137°), Ford Galaxy (134°), Renault Espace (132°) e Fiat Multipla (113°). Forse le multispazio non piacciono più? LE TOP TEN
COMPATTE
MEDIE
EXECUTIVE
COUPE'/SPIDER
MONOVOLUME
FUORISTRADA
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