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Concept car
Notizie correlate In breve
MI CHIAMO BEVEL Se parlasse si presenterebbe così, con
semplicità. Senza darsi tante arie. Come i clienti tipo che probabilmente
la compreranno. E per i quali è stata pensata. Uomini, tra i 45 e i 60 anni,
dediti al tempo libero, ai propri hobby, amanti degli animali e
impegnati in attività per la comunità in cui vivono. Bevel è un crossover che
sembra di pongo, marroncino come un gianduiotto e con un’aria senza
fronzoli e stilosa al tempo stesso.
STRADE DIVERSE Naturale paragonarlo all’altra proposta vista a Detroit: l’Airstreamer di Ford. E sono talmente diversi che, alla fine, sono simili. Tremendamente originali, solo che quello con l’ovale blu si rifà alle icone del passato reinterpretate con taglio modernista. Nissan invece, con il suo centro stile californiano, ha scelto una via diversa. Non potendo rifarsi a scenari e icone condivise e di portata storica, ha scelto la via del vintage design. CUBICA L’atmosfera richiama gli Anni 70, declinata secondo i canoni della modernità. A seconda di come la si guarda Bevel sembra un Daily ante litteram, la locomotrice di una metropolitana superleggera, una furgonetta portavalori. E potrebbe anche richiamare, in fondo ne costituisce una variazione sul tema, le proposte cubiche come Scion Xb, che spopola negli USA, e Daihatsu Materia affacciatasi da poco sul nostro mercato. NON DISEGNATO I 4,4 metri del crossover Nissan sembrano non disegnati, al primo sguardo rimane l’idea di un monolite appena scolpito. Ma la prima impressione risulta fallace. I tratti di stile ci sono. La mascherina bislunga addirittura pare candidata a caratterizzare i prossimi musi della Casa. Ci sono poi dei giochi trapezoidali che si inseguono, tra le linee del cofano e i pochi spazi vetrati sulla fiancata. Ci riferiamo a quella del guidatore, che ostenta il finestrino e poi una striscia sottile che sembra una garitta. TRONCATA Al posteriore, l’effetto navicella spaziale deriva da un insieme di scelte davvero sorprendenti. Intanto il taglio sembra fatto da un maestro del sushi. Secco, netto e senza esitazioni. Poi ci sono le luci a led che fanno da cornice interna alla svasatura del lamierato. E il logo Nissan che passa il testimone, in un gioco asimmetrico, alla targa. I quattro cerchi molto elaborati contrastano con la superficie piatta e levigata del complesso. Mentre le ruotone e gli archi passaruota muscolosi non sanno certo di furgonetta. UNA TIPA APERTA E se il cliente ideale di Bevel è un uomo aperto e al servizio della comunità, non potevano mancare grandi attenzioni alla voce accessibilità. Il leit motiv delle nuove proposte crossover sembra essere la porticina per il guidatore, come nei motorhome, cui fa da contraltare l’apertura massima sul fianco passeggeri. Qui ci sono due portiere, che si aprono, a modi battenti, con un angolo a 90 gradi senza essere attraversate dal montante. Ci può entrare una scaffalatura montata o tutto quel che serve per aiutare i vicini nel trasloco. Anche al posteriore l’apertura del portellone conferma il carattere ospitale. Incernierato a tetto avanzato si alza completamente e, nella parte bassa, esce una ribaltina su cui appoggiare qualsivoglia cosa. Anche il pesce appena pescato, per dire. ANIMALISTA Inevitabile buttare l’occhio negli spazi abitativi. E vedere cosa ci riserva cotanto crossover. In primis tanta attenzione per gli amici, o i nemici, dell’uomo. La fiancata con la vetrata a modi garitta nasconde un vano pensato apposta per trasportare gli animali. Dai cani, di qualsiasi taglia visto che lo spazio sembra non mancare, fino agli alligatori. Il crossover con la cuccia. I pubblicitari ci andrebbero a nozze. HOBBY La giusta chiave di lettura di un mezzo come questo
è in chiave "hobbistica" e "tempo libero". Bevel ha praticità e soluzioni
furbe di un mezzo da lavoro. Ma è più sofisticato nel design e nel concept e
potrebbe accontentare quella parte di pubblico che, superate le esigenze
di rappresentanza, vuole un mezzo pratico e versatile, fuggendo dalle
esagerazioni da Suv e senza ripiegare su classici people carrier.
NIENTE SORPESE Alla voce meccanica mancano rivoluzioni o soluzioni stupefacenti. Ma sono accennate chicche tecnologiche che probabilmente vedremo su altri modelli Nissan. Dal motore 2,5 litri V6 cui si aggiunge una non meglio specificata unità ibrida, fino allo sterzo con la cloche e freni "By Wire". Nessuna meraviglia se la usano sui caccia e sugli aerei militari più evoluti, prima o poi la guida senza fili diventerà la norma anche sulle auto. CORRETTO Mentre gli interni si distinguono per look modernista e senza fronzoli. Con la megaconsole centrale che i bene informati suggeriscono prossima allo sbarco sulla gamma Nissan. Nel dettaglio si notano i sedili che si uniscono sdraiandosi, per schiacciare la pennichella dopo il pranzo al sacco. Oscar della correttezza ambientale alla presa di corrente a 12V posizionata nel vano posteriore. Alimentata nientemeno che dal pannello solare sul tetto in vetro. ZENIGATA Bevel, "spigolo ad angolo non retto". Mezzo perfetto per il tempo libero. Ma anche, tutto nero o del colore del concept, porterebbe con onore le insegne di qualche pasticceria di grido, o ancora meglio gioielleria, per le consegne a domicilio. Noi che abbiamo guardato tanti cartoni animati non riusciamo a non associarlo alle furgonette che usava Lupin terzo per andare a svaligiare i tesori, con nello sfondo l’Ispettore Zenigata a inseguire. Commenti
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