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Concept car
Notizie correlate In breve
ALLA RISCOSSA Agli inglesi della Jaguar lo strapotere dei tedeschi nel
settore delle grandi berline non va proprio giù. Memori dei fasti di un tempo,
stanno lavorando duro per tornare a giocarsela alla pari con i primi della
classe. In occasione del Salone di Detroit, che apre a giorni i battenti,
sarà possibile fare il punto della situazione su uno tra i progetti più
importanti per il futuro prossimo della Casa inglese. Sulla passerella
americana sfilerà infatti la C-XF, concept (è questo il senso della C…)
che prefigura la XF prossima ventura, erede designata dell’attuale
S-Type.
GIOCO DI SQUADRA La linea della C-XF è frutto del gioco di squadra di Julian Thomson, capo dell’Advanced Design, e di Ian Callum, responsabile dello stile della Casa e già padre di sportive di grido, come la XK e l’Aston Martin DB9. Non quindi un caso che il nuovo prototipo s’ispiri proprio a questi modelli per svolgere in modo atletico e filante il tema della berlina moderna. Degni di una coupé sono soprattutto la forma attillata del padiglione, che gira svelto sopra le teste dei passeggeri, e la coda muscolosa. A PIENI POLMONI La carrozzeria vive sul contrasto tra superfici concave e convesse ed è segnata da prese per l’aria fresca e sfoghi per quella calda. Di grande effetto sono soprattutto le due "narici" da vero giaguaro che si aprono alla base del parabrezza, utili a far respirare a pieni polmoni gli 8 cilindri a V del motore 4.2 Supercharged da 420 cv e 500 Nm. Nel frontale passato e futuro viaggiano a braccetto. Ai lati ci sono avveniristici proiettori dal taglio elaborato mentre, al centro, la calandra cromata e prominente richiama alla memoria le prime XJ. VEDO DOPPIO Nell’abitacolo le parole d’ordine sono minimalismo e
pulizia delle forme. I sedili sono quattro, singoli, con i posti
posteriori quasi ricavati in apposite nicchie. La plancia ha pochissimi comandi.
Le maniglie delle porte sono a scomparsa e appaio solo quando una mano si
avvicina al pannello portiera. Anche il cambio gioca a nascondino,
comandato da una manopola incassata nel massiccio tunnel centrale, che si svela
ogni volta che si avvia il motore. Non meno spettacolare è lo schermo del
navigatore che, grazie a un sistema chiamato DualView, promette di offrire
al pilota e al suo secondo due diverse immagini contemporaneamente. Come
al solito, tuttavia, molte di queste diavolerie resteranno fuori dalla catena di
montaggio. Commenti
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