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Concept car
Notizie correlate In breve
FIGURINA Alla fine l’unica differenza rispetto al passato
è la fonte. Se un tempo c’erano le foto rubate con lo scotch e le coperte
intorno alle forme innovative, oggi spesso si tratta di foto
ufficiali. Camuffate e rilasciate ad arte dalla stessa Casa. Siamo
arrivati alle anteprime del concept. Svelato solo in parte, in chiaroscuro.
In un continuo gioco di rimandi senza fine. Per far vedere poco ma sperare
molto. Come avevano intuito le televisioni private di tanti anni fa, quelle
che tenevano attaccati allo schermo truppe di aficionados per vedere cosa si
nascondeva dietro la stellina coprente.
VEDO NON VEDO Perché alla fine il gioco è simile. Con un unico obiettivo: creare attesa intorno a un modello. E disturbare i concorrenti già sul mercato. Sondare le reazioni del pubblico, se del caso analizzando anche quanti accessi ha avuto il lancio di un modello specifico, sul sito dedicato o nelle news dei siti specializzati. C’è chi addirittura, negli USA, studia e inizia a trovare relazioni tra audience su Internet e vendite nel mondo reale. TEASING Poi ci sono altri benefit legati al lancio "teasing", misterioso e diluito nel tempo. Si fa parlare della Casa, o del modello, anche quando non ci sarebbe molto da dire. O comunque per più tempo. E, a volte, fa probabilmente parte di un tentativo di costruire un’allure e posizionamento da "quasi premium" per la futura nata. Del resto perché mai tali privilegi dovrebbero essere riservati solo a berline o sportive di nobili casati? La comunicazione giusta è importante per tutti. Il caso Fiat insegna. SPORT COUPE Insomma dietro il chiaroscuro firmato Kia non si nascondono solo due parentesi illuminate. A testimoniare che i musi - e le definizioni stilistiche in generale - delle auto prossime venture dipenderanno, in parte, anche dagli sviluppi di illuminotecnica. Dietro le due unghiate illuminate si intravedono linee definite e quasi scultoree. Se diciamo che ci vediamo alla lontana una definizione simile alla TT o esagerando – non si offenda nessuno – anche alla R8. MATITA CON NOME Se esiste invece una certezza, bene, riguarda l’autore dello stile. Al secolo Peter Schreyer, artista dei metalli che ha lavorato in Audi e ora si trova davanti a una sfida sognata da tutti i designer: la possibilità di partire da un foglio bianco per definire e delineare, come un moderno demiurgo, le coordinate stilistiche della Casa coreana. Un salto in avanti e un passaggio importante per il brand Kia. Che si affida ad una matita che fino a poco tempo fa disegnava auto per il segmento premium del nobile casato anelluto. POSIZIONAMENTO Una nuova sport coupé, quindi. Per ora solo una concept che verrà, svelata a Francoforte. E con un probabile seguito produttivo. Non si sa quasi nulla. Pare solo che sarà una 2+2 e che misurerà intorno ai quattro metri e cinquanta. Se non è dato conoscere informazioni essenziali per poter giudicare rimane solo una considerazione: indipendentemente dalle caratteristiche tecniche, visto la cura riservata al lancio sembra evidente che anche Kia, come tutti i marchi, cerca di avere un’icona. Per fare immagine, prima ancora dei numeri. Per eliminare anche le ultime resistenze degli irriducibili snob. Quelli che si fermano a guardare il passaporto ancora prima dei contenuti. GUARDALA DA VICINOCommenti
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