DODICI TAPPE
Diciamo subito che la
zingarata, in quanto tale, va fatta in un
gruppetto di spanati, pronto a tutto in nome del risparmio. Vuol dire sveglia di buon ora – modello sciata in giornata –
chilometri 800 scarsi davanti, una dozzina di tappe da esplorare, con un tot di tempo massimo da dedicare a ciascuna, neanche fosse una rapina in banca.
CHI BEN COMINCIA... Laureata ad honorem a protagonista del tour de force la brava Peugeot 307,
che
nella versione 1400 HDi sembra arrivata apposta.
Cinque porte, bagagliaio pronto a ingurgitare sacchetti stile Pretty Woman, alimentazione rigorosamente a gasolio,
voilà. Di più: la
versione XR che abbiamo in prova
è la base, nuda e cruda, e, come dire, si avvicina ancor di più allo
spirito "risparmioso" della spedizione. Per la serie "perché spendere di più" quando si può evitare, pur avendo un ottimo prodotto? Un po’ come per il discorso outlet.
E' UN DIESEL
La partenza milanese necessariamente coincide con un primo giro di riscaldamento per spacci della zona.
Il traffico inchiodato della pioggia perenne, non stressa la Peugeottina:
la frizione è tutt’altro che "da diesel" e non trasforma le code cittadine in esercizi di squat alla gamba sinistra,
il cambio manuale a cinque marce è fluido negli inserimenti, lo
sterzo – a basse velocità –
leggero e preciso.
VIA Si passa da
Etro, via Spartito 3, dove (previsioni azzeccate) ci si limita a
rifarsi gli occhi con le stravaganti creazioni del creativo italiano,
accarezzando cashmere e lumando
cappotti usciti da un set cinematografico, ma zero spese.
Troppo chic. La tabella di marcia ci impone un rigore svizzero: saluti alla commessa sbarazzina e ci si tuffa in macchina.
COPPIA Prima tappa ufficiale, Vertemate, in quel di Como, leggi Armani Factory Store. Autostrada A9, uscita Fino Mornasco. Non si tira indietro il diesel se si decide di abbreviare un po’ i tempi, affrontando con disinvoltura velocità di crociera da terza corsia. La coppia (16,3 kgm a 2000 giri al minuto) si traduce poi in un buono spunto, che evita di scalare e consente di trarsi d’impaccio schiacciando semplicemente sul gas.
RE GIORGIO Casello, occhio puntato sui cartelli marroncini: ci arriviamo. Pura frenesia da shopping. Il gruppo si sgretola nei quattro punti cardinali in un amen, tra camicie e pantaloni, accessori e t-shirt; tutto, rigorosamente, autografato da Re Giorgio. Il countdown mentale preimpostato nel cervello dei partecipanti non sgarra: puntello alla cassa, rispettato, e primi sacchetti che magicamente iniziano a comparire, nell’euforia generale. Fuori.
PANORAMICA Il bagagliaio della 307 inizia a raccogliere cadeaux, la temperatura interna
sale, nonostante il tempo da lupi che ci accompagna. Si scivola via lisci in autostrada,
l’HDi lì sotto non disturba la conversazione, mentre lo spirito della francese – con quel qualcosa da monovolume – si fa apprezzare nei dettagli:
il tettuccio alto che non obbliga a posizioni da Raimondo Vianello (anche per chi sfora la statura media della nazione),
i posti dietro che non si traducono in ginocchiate nei reni per chi sta davanti, il
parabrezza enorme che facilita nella guida sotto la bufera, grazie ai tergi che si aprono verso l’esterno (stile ATM) e lasciano ben poco vetro sporco;
grazie al climatizzatore che se la cava bene nella
lotta contro l’appannamento, nonostante l’effetto bue-asinello dei quattro a bordo.
DOLCE L’allegra combriccola arriva a Legnano: direzione Dolce&Gabbana. Non vi diremo la via esatta dello spaccio, seguendo la volontà dell’ufficio stampa dei ragazzi, vi diremo invece che una visita la merita. Roba forte e meno forte, mocassini in pelo lungo e gessati incacchiati, ma anche jeans molto fashion e camicie dal taglio strano, a prezzi che han poco a che fare con le vie del centro. Solito colpo di fulmine con la biondina cliente di turno – appena uscita da una sfilata D&G, chiaro – ed è già tempo di scappare. Altro sacchettuccio. Olè.
SENZA RETE Siamo a un passo da
Nerviano, ridente paesino di provincia milanese con un paio di attrazioni: tra queste
l’outlet della Levi’s. Neanche a farlo apposta. Via Giovanni XXIII al 2, non è così semplice da recuperare, ma una volta fatto
i jeans sono assicurati. Tac. Iniziamo a dover seguire le ferree
regole del Tetris per ottimizzare lo spazio nel bagagliaio, anche se prima di riempire i
340 litri in configurazione standard, hai voglia a spendere. Tocca invece
non utilizzare più la comoda rete del piano di carico, nella quale si imbrigliavano i primi sacchetti, optando per una disposizione più razionale, lungimirante.
SUPERIORE ALLA MEDIA Parabiago, successivo nome che aleggia in lista, è praticamente attaccato.
Non facciamo
neanche in tempo a salire che si deve scendere, per altro in tutta comodità, vista
l'altezza da terra della 307 lievemente superiore alla norma. Ecco la scritta, bianco su nero.
Fratelli Rossetti. Si poteva forse trascurare l’argomento scarpe? Al bip della chiusura centralizzata siamo già catapultati all’ingresso, un po’ per la pioggia, un po’ per la febbre da acquisto.
STESSI NUMERI
Uno dei regni della scarpa, uno di quei posti che regalano il consenso di papà, che sì, ci andava anche lui – dirà – quando era più giovane: "Ah, sì. Roba bella". È gara al numero, già che la ciurma della 307 si piazza più o meno sulla stessa misura: 43. Vi evito scene tipo "però le avevo viste prima io", brandendo calzascarpe, e passo direttamente a fine storia: mocassino testa di moro, da schianto, con un buon centinaio di Euro di risparmio. Mocassino che calzo in questo preciso momento: vi dirò se farà colpo nei futuri aperitivi milanesi. So che vi interessa.