|
Auto
ORMONI È dall’autunno del duemila, che la Clio ha cominciato a prendere ormoni. Fisico palestrato, motore che supera i 200 cavalli, e soprattutto architettura da sportiva vera (o quasi) come nessuna piccola aveva potuto permettersi. Un 2.0 per un’auto che parte da milledue è troppo poco? Perché non aggiungere un litro, allora, ché aumentando le dosi la ricetta può solo diventare più gustosa, soprattutto se il propulsore è nella stessa posizione di quello di una Lotus Elise? TRAZIONE POSTERIORE Per la cronaca, i centimetri aggiunti in trasversale sono ben 17, e la lunghezza sale di circa tre. Ma la misura più interessante è il passo, perché se 4 cm in più possono sembrare pochi, non è da tutti i giorni leggere una scheda tecnica dove sia cambiata anche questa cifra. Indice che il lavoro di "tuning" – si può chiamarlo così – è andato a fondo, con retrotreno ridisegnato nella geometria per un miglior controllo dell’inclinazione della ruota negli spostamenti verticali. Infatti, con un assale interconnesso tradizionale, come quello di tutte le Clio, non è possibile bloccare i movimenti "collaterali" del gruppo-ruota, in quanto i bracci sono sostanzialmente solo due (non a caso le sospensioni migliori si chiamano multilink). La V6 supera la pecca e trova lo spazio per i semiassi perché la trazione è, ovviamente, posteriore. PILOT SPORT Sulla nuova, cambiano le tarature e la barra antirollio anteriore raggiunge quota 28 mm, per equilibrare l’effetto del posteriore rivisto. Ma la vera anteprima sono i pneumatici Michelin Pilot Sport con Variable Contact Path, ovvero – tralasciando le sigle che fanno molto english – impronta a terra variabile. Una volta tanto non sono i numerini scritti sul fianco ad impressionare di più (anche se la francese calza scarpe da 205/40 all’avantreno e 245/40 dietro, su cerchi da 18"). È la concezione: derivate secondo la Casa dalla Formula 1, le nuove gomme si comportano come "normali" simmetriche in rettilineo per poi aumentare la loro superficie di contatto sotto sollecitazione trasversale, grazie alla banda interamente in silicio sulla parte interna. TRENTOTTOMILA Resta da chiedersi quale sarà il conto del gommista, ma questi sono problemi che non interessano un vero sportivo… soprattutto se è veramente disposto a spendere 37.900 euro (prezzo in Francia) per comprare 255 CV e gli sguardi di tutti quelli che lo incrociano a bordo di una cinque porte millequattro. Nel pacchetto "dei trentottomila" sono comunque previsti anche 300 Nm di coppia, che erogati a 4650 giri (la potenza massima si esprime a ben 7150) sono molto più importanti di qualsiasi accessorio. E non è escluso che con un valore così elevato la guida ai bassi regimi possa essere piacevole, anche se il motore è palesemente progettato per tutt’altro. TRASMISSIONE Nel traffico probabilmente sarà meglio limitarsi a prima e seconda, e senza schiacciare troppo il gas; perché il guadagno di 29 cavalli rispetto alla vecchia "vu-sei" si affianca alla trasmissione rivista: nuovo rapporto al ponte più corto del 10% – che dovrebbe limitare il beccheggio in tiro-rilascio, Renault dixit – e marce ravvicinate. Anche la corsa della leva, col suo bel pomello in alluminio, diventa più diretta e più "easy" diminuendo del 20 %. TESTA NUOVA Il pezzo forte è il motore con testata nuova (ecco spiegata la crescita dei chilowatt). Cambiano il filtro aria, più grosso e permeabile, il diametro della farfalla e l’asse a camme con alzata valvole maggiorata, però manca ancora quel raro prodigio della tecnica che va sotto il nome di "variatore di fase". Modifiche anche per la centralina dell’iniezione, ma quello che piacerà davvero è il sound dell’aspirazione studiato per chi l’auto la vuole "sentire" in tutti i sensi, nonostante un parabrezza che "ammortizza" il rombo. ALL-INCLUSIVE Dentro, la Clio V6 non riserva grosse sorprese. A meno che la grossa sorpresa non sia quella di vedere un propulsore dove ci si aspetterebbe divanetto e bagagliaio… Per il resto il dettaglio più vistoso è il tunnel centrale in tinta con la carrozzeria, che fa il paio con gli inserti in plancia e la razza centrale del volante. Se poi qualcuno non dovesse gradire, c’è sempre la possibilità di ordinare una colorazione più sobria, insieme a rivestimenti di nappa sparsi, moquette più eleganti e colori esterni che reagiscono all’incidenza della luce. Anche il portafoglio però reagisce all’incidenza degli optional, soprattutto se si considera che di serie ci sono già interni in pelle e alcantara, pedaliera in alluminio e una dotazione all-inclusive (xeno, tergicristalli e fari ad azionamento automatico, autoradio 4x40W con CD-changer sotto il sedile guida, oltre ad altri "gadget" come ABS e quattro airbag). BAGAGLI POCHI Da notare che nel cofano anteriore è previsto uno spazio – si fa per dire – di 67 litri per i "bagagli", che si aggiunge all’altro vano posteriore da 45, interessante come scaldavivande. Del resto, con un consumo misto di 11,9 litri/100 km (15,5 in città, 9,8 in extraurbano) la V6 è un’auto pensata per divertirsi, non per viaggiare. DULCIS IN FUNDO Le prestazioni: 245 km/h di velocità massima, da zero a cento in 5,8 secondi, quattrocento metri da fermo in 14,3 e mille in 25,8. Insomma, con il cronometro non c’è storia. Anche se è meglio evitare l’adesivo del panda del WWF sul portellone: con i suoi 285 grammi di CO2 rilasciati ogni chilometro la Clio al nandrolone "soffia" quasi il doppio di anidride carbonica di una diesel moderna. Commenti
|
||||||||||||||||