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Le Nostre prove

Mini Cooper

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Ebbene sì, mission impossible riuscita. I tedeschi di BMW sono riusciti a rendere immortale l’inglesina ormai più che quarantenne. La nuova Mini ha l’anima inglese e la qualità tedesca: non le manca qualche vizietto della progenitrice, l’aria da cucciolo e nemmeno il divertimento di guida da kart. Qualche cavalluccio di più non guasterebbe, ma tocca aspettare la Cooper S…

Mercoledí, 01 Agosto 2001

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LA NOVITÀ Se il piccolo capolavoro disegnato da Alec Issigonis era un magico cubetto, la nuova Mini fa pensare ai successi della Mini al Rally di Montecarlo degli Anni 60: è bassa, larga, aggressiva, quanto basta per evocare divertimento di guida e mostrare la discendenza da una delle auto più longeve e amate.

STILE INCONFONDIBILE Che sia una Mini lo si capisce subito dalle proporzioni della scocca, con il piccolo cofano seguito dall’abitacolo a cubo. Abitacolo ora allungato, con vetri che sembrano fasciarlo senza interrompersi mai. Impossibile non innamorarsene subito, come è accaduto con la Mini nata nel ’59. Chissà se qualcuno, come fece Peter Sellers, ne rivestirà le fiancate con la paglia di Vienna…

DETTAGLI MINI Se già la scocca nuda, con le ruote ai quattro angoli, parla da sola, i signori dello stile hanno voluto rimarcare che sempre di una Mini si tratta con una serie di richiami al passato, come i fari tondi, ora allungati e un po’ da Aston Martin Db5 (provate a trovarvela nello specchietto retrovisore e vedrete se non è vero…), la calandra dalla forma tipica, le maniglie arrotondate, le luci posteriori riedizione del disegno Mini, tetto e specchi bianchi o neri… Inedito, ma patrimonio delle sportive inglesi, è il cofano che include anche i parafanghi, per la gioia dei meccanici che, per lavorare sotto il MINIcofano della vecchia Mini, dovevano allenarsi con l’Allegro Chirurgo.

UN PO’ LEZIOSA Qualche cromatura pare anche eccessiva, qualche dettaglio troppo elaborato… sembra che la Mini sia stata troppo a lungo vista e rivista: il progetto originale dell’americano Frank Stephenson, probabilmente era più pulito e MINImalista. Comunque alla Mini, come sempre, si perdona tutto…

GIUSTI GIUSTI Più lunga di ben 40cm (sono 362cm in totale), più larga (168cm) e alta (141cm), la Mini è però ancora su misura per 4 persone. Non più contatti tra gomito e pannello della porta, tra ginocchio e leva del cambio, ma se si vuole viaggiare in quattro è meglio non essere troppo alti: chi siede sui sedili posteriori (dalla seduta molto profonda) non ha tantissimo spazio a disposizione per le gambe e un arretramento dei sedili anteriori provocherebbe grossi disagi. Per salire dietro, il sedile scorre in avanti (e quando si riporta in posizione d’uso si ricorda l’inclinazione dello schienale) ma la carrozzeria bassa costringe a un buon grado di contorsionismo. In fondo è una Mini…

HI-TECH RÉTRO L'atmosfera dell'interno è da comoda compatta tedesca non da piccola inglesina. Il disegno di plancia e pannelli porta è molto elaborato e il solo particolare comune con l'arzilla vecchietta è il grande tachimetro posto al centro della plancia. Il contagiri è di fronte al volante a due razze, con un piccolo visore per il computer di bordo e alcune spie di controllo. Sempre al centro, comandi funzionali e di pura razionalità tedesca (stereo e climatizzazione) si uniscono a strane levette che sembrano quelle delle radio finto military. La plancia è grigio metallizzato, in alternativa a inserti in legno per chi non dimentica le vecchie Mini personalizzate con la plancia in radica. Immancabile su una Mini è un grande tetto apribile: costa circa un milione e mezzo, è tutto in cristallo e diviso in due parti: una piccola, fissa, sui posti posteriori e una grande, anteriore, che si apre a comando elettrico.

BAGAGLIAIO DA MINI L'andamento della coda fa il verso a quello della celebre antenata, con lo stesso schema di luci; non è la parte più riuscita, troppo piatta per essere una Mini, famosa per il suo culetto tondo tondo. Apprezzabile però la presenza di un funzionale portellone che si spalanca su un più ampio vano di carico (150 litri, come la Smart). Per aumentare la capacità, i due schienali posteriori si abbassano facilmente allo sblocco di una leva, creando un vano più ampio ma con un alto scalino nel mezzo.

SICUREZZA DA MAXI Grande l'attenzione per la sicurezza. Due airbag frontali e due laterali montati nei sedili, ma anche la possibilità di montare gli airbag a siluro laterali per proteggere efficacemente anche le teste. Quattro freni a disco con ABS di serie a quattro sensori, controllo della frenata in curva CBC e di ripartitore elettronico della forza frenante EBD. A richiesta è disponibile l’antipattinamento ASC+T oppure il controllo dinamico dell’assetto DSC. Alla sicurezza attiva pensa anche un bel retrotreno multilink derivato da quello della BMW Serie 3.

VIAGGIA SENZA SCORTA Di serie la Mini ha un sistema di riconoscimento di pneumatico in panne, capace di avvisare se una gomma sta perdendo pressione. È se si buca? Si può ottenere il ruotino di scorta, ma di serie nel baule c’è il MINI Mobility System, con un liquido ermetizzante e un compressore da collegare alla presa elettrica di bordo per riparare la foratura. In caso di squarcio, è meglio chiamare un carro attrezzi… Se si montano cerchi da 16 o da 17 pollici, è possibile richiedere pneumatici runflat, con cui si può viaggiare per 150 chilometri senza far superare al tachimetro la tacca degli 80.

SPINTA DAL PENTAGON Sotto il cofano a tutta larghezza trova posto il motore Pentagon 1.600 con testata in alluminio e distribuzione a 16 valvole conforme alla normativa sulle emissioni Euro4, frutto di un progetto congiunto tra BMW e Chrysler. La MINI Cooper monta la versione con 85 kW/115 CV e 149Nm a 4.500 giri e c’è anche la MINI One, la versione base, con 66 kW/90 CV con 130Nm a 3.000 giri, dove l’unica differenza sta nella differente taratura della centralina. In alternativa al cambio manuale a 5 marce, c’è anche un automatico CVT che prevede anche l’uso manuale con sei rapporti selezionabili manualmente.

LAUREA IN ECONOMIA I consumi medi dichiarati sono contenuti, nell’ordine dei 15 chilometri con un litro e interessante sul fronte dell’economia di esercizio è il programma di manutenzione, con il primo intervento di assistenza del motore tra 16.000 e 20.000 km, a seconda dello stile di guida, e i successivi tagliandi ritmati a distanza di 25.000 a 30.000 km. La durata delle candele è di 90.000 km.

TRE MOSCHETTIERE Al momento del lancio, previsto per l’8 settembre 2001, le Mini disponibili saranno tre: la One, la Deluxe e la Cooper. La One ha una dotazione che comprende già gli airbag frontali e laterali, l’Abs con annessi e connessi, gli alzacristalli elettrici e la chiusura con telecomando ma, per chi desidera di più, la Deluxe offre climatizzatore manuale, la radio con cd, la plancia color argento e i fendinebbia. Medesima dotazione la offre la Cooper, che aggiunge dettagli estetici come i paraurti e la calandra cromata e 25 cavalli in più. I prezzi: 14400 Euro per la One, 15900 per la Deluxe e 17100 per la Cooper. Il tetto apribile costa 800 Euro, il climatizzatore automatico 900 e il cambio CVT 1400.
In un secondo tempo, a One e Cooper dovrebbero affiancarsi un 1.4 da 75 CV e una versione sovralimentata del 1.6 16V che potrebbe raggiungere i 160 CV di potenza massima, dando vita alla Cooper S.


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